mercoledì 19 agosto 2020

Faremo mai Luce, come collettività, su Cassina de Pecchi?

Da Giugno sto affrontato su questo blog un argomento "caldo", quello dell'illuminazione pubblica. In due POST distinti, a  pochi giorni uno dall'altro, mentre in Consiglio Comunale la sola maggioranza votava l'adesione ad "ATES", ho elencato tutte le mie perplessità su questa decisione, a partire dalla RINUNCIA di un finanziamento raggiunto nella precedente legislatura, passando per le CIFRE CORPOSE spese ancor prima di entrare, per consulenze tecniche finalizzate all'ingresso del nostro Comune in ATES, una Scoietà "in house" per affidare la gestione del parco di illuminazione pubblica locale. 

Il percorso è iniziato male (nessuna informazione ai Cittadini) e sta proseguendo anche peggio (per chi se li fosse persi, di seguito, i due articoli citati in precedenza https://andreaparma.blogspot.com/2020/06/illuminazione-pubblica-si-cambia-ma.html e  https://andreaparma.blogspot.com/2020/06/il-fine-e-i-mezzi-ancora.html): nemmeno il tempo di aver capito a fondo le ragioni che hanno portato lega e alleati a rinunciare a un finanziamento, a pochi giorni da un passaggio cruciale per l'ingresso in ATES (acquisto delle quote di Capitale Sociale, 8000 euro), con i punti di domanda sugli effettivi risparmi per i Cittadini ancora tutti sul tavolo, che su Cassina de Pecchi cade una brutta tegola, pesante, di cui nessuno in Comune vi ha detto nulla. 
Una Società di Reggio Emilia (la "CSA Consorzio Servizi e Appalti") presenta al TAR un ricorso contro l'annullamento da parte dell'attuale Giunta Comunale, di una Delibera del 2017 che riguarda proprio la riqualificazione dell'illuminazione pubblica (e che ha a che fare con questa vicenda).

Nessuno, sul ricorso al TAR, vi ha detto nulla. Nessun POST, nessun comunicato, nessun messaggino sui Social. Nessuno vi ha detto nulla, ma per fortuna, nonostante oggi sia più macchinoso ricercare i documenti ufficiali o anche parlare semplicemente per strada con qualche amministratore, le carte le abbiamo recuperate. E, con questo POST, viste anche le richieste che mi sono arrivate, cerco di fare un po di luce sulla questione che non promette nulla di buono.

Innanzitutto, dobbiamo fare un tuffo nel recente passato. 

Il 14 Novembre 2016 (Amministrazione centrosinistra) il Consiglio Comunale di Cassina de Pecchi ha avviato la "procedura di riscatto degli impianti di illuminazione pubblica di proprietà della Società ENEL SOLE" (ovvero, una procedura che avrebbe permesso di acquisire i pali presenti sul territorio comunale che sarebbero diventati, a fine della procedura citata, di proprietà diretta del Comune). Il perchè fosse necessario acquisire i pali di proprietà ENEL SOLE è presto detto: nel programma elettorale del centrosinistra, l'efficientamento dell'illuminazione pubblica era una priorità e nel corso del mandato 2014 - 2019 ci sono stati più passaggi concreti, per il raggiungimento dell'obiettivo, come ad esempio, la partecipazione al Bando "POR FESR 2014-2020" o al "Bando Lumen" con l'intento, per niente secondario, di accedere ove possibile, a fondi esterni alle casse comunali;

Il 3 Febbraio 2017 la precedente Giunta ha reso esecutiva la volontà di perseguire azionii di "partenariato Pubblico-Privato" proprio per ottimizzare le risorse; 

Il 26 Aprile 2017 la Società "CSA Consorzio Servizi e Appalti" di Reggio Emilia presenta la Comune di Cassina de Pecchi una proposta di "Project Financing per pubblica illuminazione" per "Adeguamento, riqualificazione tecnologica, efficientamento energetico e gestione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Cassina de Pecchi". La proposta, completa di Progetto di fattibilità, Convenzione in bozza, Piano economico e finanziario, Capitolato tecnico, in sintesi, prevedeva un costo di investimento da parte del proponente di 1.437.530,40 euro per la sostituzione delle attuali ampadee con tecnologia LED, la sostituzione dei quadri elettrici, la creazione di 78 nuovi punti luce sul territorio comunale, la riqualificazione dell'illuminazione pubblica in centro, l'integrazione con servizi accessori come videosorveglianza, WI-FI e filodiffusione, l'integrazione di sistemi di regolazione del flusso luminoso, la estionee degli impianti per 25 anni. Con Delibera 55 la precedente Giunta, dichiara la pubblica utilità della proposta della Società "CSA Consorzio Servizi e Appalti", approva la proposta di fattibilità e nomina la medesima Società, soggetto promotore della proposta di finanza pubblica, in quanto la proposta, è coerente con i criteri di ammissibilità al Bando "POR FESR 2014-2020";

Il 9 Novembre 2018 è stata approvata la graduatoria dei Comuni ammessi al contributo di finanziamento del Bando Lumen da Regione Lombardia. In Provincia di Milano, sono state otto le proposte progettuali finanziate di 12 Comuni, tra cui Cassina de Pecchi, per un totale di 36 milioni di euro di investimento e 125 Comuni lombardi coinvolti;

Il 30 Aprile 2020 la Giunta Balconi, con Delibera 49, revoca "in autotutela" la Delibera 55 del 26 Aprile 2017, in quanto "la disponibilità di nuove tecnologie e la situazione finanziaria del bilancio comunale, aggravata dall’emergenza sanitaria Covid19, hanno indotto l’attuale Amministrazione ad una nuova e diversa valutazione dei presupposti, accantonando di fatto l’attuazione di un project financing in materia di efficientamento energetico della pubblica illuminazione";

Il 9 Luglio 2020 viene notificato al Comune di Cassina de Pecchi il ricorso al TAR avanzato dalla Società "CSA Consorzio Servizi e Appalti" contro la Delibera 49 e il Comune di Cassina de Pecchi decide di resistere in giudizio;

Possiamo riassumere la vicenda, che ho cercato di raccontarvi attraverso i passaggi più significativi, con un "l'attuale Giunta ha smantellato il percorso della precedente" perché è appunto una nuova Giunta, fatta da persone diverse, con idee e visioni differenti. L'obiettivo, sulla carta, è il medesimo, a cambiare è il mezzo individuato per raggiungerlo.

Ma la scelta di rinunciare al finanziamento e di annullare la delibera che riconosceva il Progetto di "CSA Consorzio Servizi e Appalti" di pubblica utilità, a conti fatti, prima ancora di produrre un effetto concreto per la cittadinanza, mostra tutte le sue criticità e di fatto mette a rischio Cassina de Pecchi.

Perché le promesse di risparmi assicurati, lasciano spazio da una parte alle cifre esorbitanti sborsate ancor prima di entrare per la "consulenza" di ingresso in ATES (18300 euro, Determina 218 del 2 Giugno 2020, con la quale mandiamo a quel Paese più di un anno di presunto risparmio) e il conferimento a un legale (4000 euro) per opporci al ricorso al TAR, dall'altra la possibilità (che scongiuro) di finire un lungo (e costoso) contenzioso davanti al Tribunale Amministrativo che potrebbe intralciare il percorso scelto dagli attuali Amministratori e quindi intralciare la necessità per Cassina e per i cassinesi di avere un Paese più illuminato. 

Ne valeva la pena? e soprattutto, riusciremo mai a fare luce, come collettività, sulle nostre strade e piazze? Lo scopriremo solo vivendo. Alla prossima.  

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