giovedì 27 aprile 2023

La TARI in 4 anni è aumentata del 59% (ma il Servizio NON migliora)

Avevo annunciato, qualche settimana fa, l'ennesimo aumento della tassazione locale. Non che sia una novità, perché a Cassina de Pecchi, è una costante dal 2019:

Ogni volta che si discute di tasse, da 4 anni, l'Amministrazione Comunale alza, senza pensarci nemmeno troppo.

Sta volta è il turno della TARI (la Tassa rifiuti) che nel 2023 aumenta a tutti, utenze domestiche e utenze non domestiche, tra il 2,7% e il 3,3% in più rispetto a quanto noi Cassinesi abbiamo pagato nel 2022.

Non scandalizziamoci: di fronte al momento storico e sociale, possiamo anche dirlo, l'aumento non è un "grande aumento". Ma, è qui il punto, nei 4 anni di amministrazione leghista la TARI ha conosciuto una impennata costante. Rispetto al 2019, numeri alla mano, le utenze domestiche (cioè le famiglie) hanno pagato ben il 59% medio in più, mentre le utenze non domestiche (imprese e negozi) il 27% in più con punte, come ad esempio gli artigiani, fino al 40%. E, di contro, nonostante gli aumenti, il Servizio non è migliorato, anzi, è anche peggiorato, drasticamente. Non c'è ora nel 2023 e non c'è stata nei tre anni precedenti, una novità, sull'efficenza del Servizio pulizia strade, eppure la Tassa aumenta, costantemente.

Lo so, lo so, vi diranno che la Tari è un "tassa chiusa" ovvero che si paga quanto costa, ed è vero, ma è altrettanto vero che, se tagli le detrazioni introdotte precedentemente (come puntualmente ha fatto l'attuale Amministrazione al primo anno di insediamento) e non agisci per provare a migliorare il decoro, gli aumenti, sono del tutto ingiustificati.

Qualche numero:

Luglio 2020, la maggioranza TAGLIA le agevolazioni introdotte dalla precendente Amministrazione che riguardavano comportamenti "virtuosi" a favore dell'ambiente (uso dei pannolini lavabili e del vuoto a rendere) giustificando con il fatto che quelle agevolazioni erano usufruite da pochi (tagli a tutti, per non riconoscere nulla a nessuno, una scelta lungimirante);

Ottobre 2020, primo aumento TARI tra il 10% e il 18% alle Famiglie e del 10% per le aziende;

Giugno 2021, ancora la Tari aumenta, del 18% alle Famiglie e del 6/7% alle imprese;

Aprile 2022, altro aumento TARI tra il 5% e l'8%.

Sull'IRPEF al massimo consentito ancora nel 2023 vi ho già detto tutto nel precedente post, tassa che porta nelle casse comunali ben 2.300.000 euro (anche se l'Assessore, quello che vuole spiegarmi il Bilancio, esordì dicendo "ma di cosa stiamo parlando"...) e ora la TARI, facendoci diventare, statisticamente, un Comune con una pressione fiscale alta, molta alta e di contro con Servizi sempre più bassi, poco gestiti, senza nessuna apparente fantasia dei nostri Amministratori che tagliano le detrazioni e non fanno nulla per farci fare un salto di qualità.

Sembra che lega e alleati, a Cassina, amino subire le scelte, invece che governarle: eppure ci sono decine di esempi di altri Comuni, vicini e lontani, che contengono l'inflazione, non alzano le tasse, riesco anche a diminuirle con servizi eccellenti consegnati ai Cittadini. 

Un sogno a Cassina de Pecchi. 
Certamente un sogno con gli attuali amministratori. 
Gli stessi che, da oppositori, facevano dell'ironia sui social per la progressiva diminuzione della Tari tra il 2014 e il 2019 (votando sempre conto alle diminuzioni costanti) e adesso, magari senza ironia, da 4 anni votano a favore degli aumenti.
Non vorrei essere nei loro panni.

Ci vediamo in Consiglio Comunale questa sera, 28 Aprile, alle 21.00

Si parla delle nostre tasche.




sabato 22 aprile 2023

25 Aprile senza ANPI non è 25 Aprile

Mi è stato chiesto, in qualità di Iscritto all'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di diffondere il Comunicato emesso dalla Sezione ANPI cittadina, a seguito della decisione unilaterale, presa dall'Amministrazione Comunale di Cassina de Pecchi, che non prevede all'interno delle Celebrazioni ufficiali, uno spazio di intervento del Presidente ANPI (così come non è previsto uno spazio a nessuna altra Associazione).

Questa decisione, si legge nel comunicato, non è accettabile e si invita la Cittadinanza a partecipare numerosa Martedì 25 Aprile alle ore 9.00 in Piazza Unità d'Italia (e alle 9.30 a Sant'Agata in Largo Cooperativa).

Non è la prima volta e non è senz'altro il solo posto, in cui si affrontano superficialmente momenti commemorativi legati alla Festa di Liberazione: i tentativi di marginalizzare l'ANPI e riservare spazi non consoni all'Associazione che incarna i valori della Resistenza, dell'Antifascismo e della Costituzione, sono all'ordine del giorno, soprattutto al 25 Aprile.

Ovviamente esprimo massima solidarietà all'ANPI e voglio augurarmi che la decisione presa dall'Amministrazione Comunale sia frutto più di una leggerezza di fondo e di una poca dimestichezza con la Storia  (che sarebbe comunque grave di suo). Sempre più imbarazzanti, anche su una Festa che deve (dovrebbe) farci sentire uniti, tutti.



Sarò in Piazza (come ogni anno) il 25 Aprile e invito voi amici a fare altrettanto.

domenica 16 aprile 2023

"Sta rottura de cojoni delle opposizioni" una nuova rubrica su questo blog

Sono bastate due sedute di Consiglio Comunale per far esclamare, a più d'uno tra i banchi della maggioranza "Sta rottura de cojoni del Parma". 

Esattamente così. 

Due sedute, poca roba, quelle da Consigliere Comunale di minoranza, saldamente in minoranza e fieramente in opposizione alla peggiore lega di sempre, che fa la peggiore alleanza di sempre con la lista civica e altre listarelle di cui nessuno a Cassina, sono pronto a scommetterci, ricorda (o ha mai sentito) il nome. E che "amministra" nel peggiore dei modi (magari non di sempre, ma ci si avvicina molto).

Parma è tornato a rompere i cojones.
 
Non me ne vorrà l'amico Pippo Civati, che ha coniato, lui per primo, l'espressione per la ben più importante (e triste) questione della "rottura de cojoni dei fascisti" sottolineando quanto ogni volta si manifesta un avvenimento o un fatto politico che ricorda il ventennio (purtroppo, sempre piu' spesso con i fascisti del 2000 al Governo nazionale) a molti (a molti fascisti, naturalmente) viene da dire "che rottura con sta storia dei fascisti".

Ebbene, ad alcuni Consiglieri di maggioranza e ad alcuni Assessori, avere una opposizione che fa l'opposizione è una rottura de cojones. 

D'altronde, questi, pensano (o forse speravano) di vivere nel mondo dei sogni, dove vale solo l'applauso, il selfie, il grazie ripetutamente ripetuto allo sfinimento. 

Ma la pacca sulla spalla all'amico dell'amico che sta ai piani alti della politica, non ti salva da un giudizio pessimo, che molti Cassinesi ormai, a meno di un anno dalla fine, hanno coscientemente maturato.

Brutta faccenda: considerare le posizioni politiche diverse dalle tue un fastidio, una estraneità, un disturbo. 

Come il Consigliere Comunale, che fin dalla prima seduta, mi apostrofa perché "ho osato" dissentire dal Sindaco sulla sua uscita scomposta contro i giornali (ma ci siamo abituati, a questi presuntuosi, arroganti, chiamati a ratificare con la manina alzata senza mai porsi un dubbio o una domanda e che poi si arrabbiano su facebook, inannellando fuguracce una dietro l'altra). 
Come l'Assessore al Verde che mi accusa di "cercare visibilità" (😂) perché ho detto in Aula che a Sant'Agata (come in tutta Cassina, del resto) hanno fallito totalmente facendo promesse vuote e non ottenendo risultati (manco fosse, l'Assessore in questione, il Re di Sant'Agata, ruolo che non esiste, al massimo un ruolo che si è cucito lui addosso e soprattutto, se fosse esistito, un re a Sant'Agata, avrebbe abdicato da un pezzo, visto i fallimenti, invece che attaccare personalmente un "povero" Consigliere di minoranza). 
Come l'Assessore al Bilancio, qui tenetevi forte, che mentre risponde in modo vago sulle tasse al massimo confermate per i prossimi anni, vorrebbe spiegarmi le basi di un Bilancio comunale: lui, che da Presidente della Commissione Bilancio, ruolo di garanzia e di controllo, appunto, mai si è accorto del "disavanzo" da "lacrime e sangue" che sarebbe stato risolto fin dal 2020 se a inizio mandato (da Assessore) se ne fosse occupato, invece che pensare a tagliare investimenti, Progetti, Capitoli come ha puntualmente fatto a Settembre 2019 (magari è solamente un pò nervoso perché le brutte notizie sulle tasche dei Cassinesi le fanno dare sempre a lui e allora se la prende con chi gli vorrebbe spiegare che il Bilancio Comunale è una questione seria e non una clava da usare contro gli avversari).

Insomma, Parma rompe "le cosiddette".

Si abituino, sono qui proprio per rompere "le cosiddette" sulle cose che servono (e non vengono realizzate) dai nostri Amministratori arrivati ormai al capolinea con pochi risultati da mostrare e tanti fallimenti da nascondere il più possibile.

A proposito, per la nuova rubrica "Sta rottura de cojoni delle Opposizioni" che inauguro con questo POST, oggi vi allego qualche foto sulla disastrosa situazione in Via Milano (Area Unes2) abbandonata sempre più a se stessa (e tutte le altre aree degradate, siamo ancora in attesa di una risposta alla nostra Interrogazione sulla pericolosità della ex area sportiva di Via Trieste), aree pronte a metà e dell'altra metà non si sa nulla (la colata di cemento all'ingresso del Parco Giochi di Via XXV Aprile, per lo sportello bancomat...siamo a ben 1420 giorni dalla promessa del bancomat, tutto registrato sul Countdown aperto a inizio legislatura sul mio Blog proprio per testare le "promesse" elettorali, cliccate il link e in tempo reale visualizzate quanti giorni, quante ore, quanti minuti e quanti secondi sono passati, noi continuiamo a contare), aree (Cimitero) a cui si pensa adesso, dopo 4 anni di sonno, a pochi mesi dalla fine, per riempire qualche pagina sui giornali.

Tranquilli, non cambio mica: fieramente rompicojones. 

Olè







venerdì 7 aprile 2023

Meno male che Lucia (Marino) c'è

All'interno dell'Amministrazione Comunale più silenziosa che si ricordi, spicca l'Assessore Lucia Marino, che per quanto riguarda la sua delega alla Cultura, almeno, una idea di "partecipazione" alle scelte, riesce anche a metterla in pratica. A differenza della Giunta, del Sindaco, delle maggioranza che mai in 4 anni ha concesso un dibattito pubblico, anche minimo, sulle scelte importanti per il futuro del Paese, la Marino ci coinvolge (a noi Cassinesi) almeno sul nome da dare al "CineTeatro" della Martesana, con un sondaggio in grande stile: puoi scegliere il nome, tra una rosa di nomi, sui social, inviando una mail o addirittura recandoti in Biblioteca! 

Questa sì che è partecipazione! 

E infatti immagino le masse di Cassinesi che si getteranno testa e cuore su questa iniziativa che oggettivamente ribalta un modus operandi della Giunta costante dal 2019 lontano dall'opinione pubblica. Anzi, lontanissimo. 

Se di mezzo c'è da decidere con i Cittadini la destinazione di 6 milioni di euro degli Oneri Nokia, non se ne parla nemmeno, ma sulle iniziative culturali, porte spalancate. 

Prima ci han chiesto dove e come volevamo i murales (a proposito, ma qualcuno ha risposto a quel sondaggio??), poi ci han detto di scegliere i nomi delle vie del futuro Quartiere nella ex Area Nokia, oggi tocca al prossimo nome del Teatro. 

Se non fosse per la Marino, che conosco bene, sembrerebbe una presa per i fondelli con i fiocchi, però voglio essere buono oggi che tra due giorni è Pasqua e mi accontento di questa "partecipazione-superficiale" perché in fin dei conti, piuttosto è sempre meglio che niente. 

Anzi, dovreste accontentarvi anche voi che leggete: d'altronde di fronte ad Amministratori che se c'è da prendere l'applauso fanno quasi a gara per apparire e quando invece sono "dolori" spariscono per settimane, un commento su facebook al nome del CineTeatro quasi quasi lo metto pure io. 

Oh, non prendeteci l'abitudine però, perché se le questioni tornano serie, te la sogni, a Cassina de Pecchi, la partecipazione. 

Solo un mese fa hanno negato loro, maggioranza, con in testa il Sindaco, unico esponente della maggioranza che ha avuto il coraggio di prendere parola in Consiglio, qualsiasi possibilità di discutere i sensi unici a Sant'Agata con i residenti. Gli stessi residenti a cui ora chiedono a mo' di televoto, il nome al Teatro: fantastici (e sempre imprevedibili, anche, soprattutto, nelle questioni di secondo piano).

Buona Pasqua, ci risentiamo tra qualche giorno, ragazzi.

sabato 1 aprile 2023

Bilancio 2023 - 2025: Cassina NON spicca il volo!

Una serata stanca, senza anima.

È la fotografia dell'Amministrazione Comunale, durante il Consiglio Comunale (27/3), del penultimo Bilancio di Previsione.
Una compagine, quella amministrativa, che ridice le stesse identiche cose, che diceva nel 2019. 

Le promesse, sempre quelle.
Gli obiettivi, sempre quelli. 
Le opere da realizzare, sono le medesime. 

Con la differenza, che di anni adesso ne sono passati 3, siamo nel 4 anno inoltrato, manca meno di un anno alla fine. 

Sono stanchi, loro, gli amministratori, a ripetere sempre che riqualificheranno il Centro del Paese (come da 4 anni), che riqualificheranno l'Area Feste a Sant'Agata (come da 4 anni), che implementeranno il corpo della Polizia Locale (come da 4 anni), che metteranno a posto le Scuole (come 4 anni fa). 

Intanto, però, il 27 Marzo come vi avevo già annunciato qualche giorno fa (http://andreaparma.blogspot.com/2023/03/la-lega-delle-tasse-e-sempre-quella.html) approvano il bilancio previsionale 2023 - 2025, con la conferma delle aliquote IMU (0,6%) e IRPEF (0,8%) al massimo consentito nonostante il disavanzo sia stato azzerato, approvano le tariffe per i Servizi a domanda individuale tutte alzate e ripetono gli obiettivi programmatici impossibili da realizzare e che sono il copia e incolla dei 4 anni precedenti, con un piano triennale dei lavori pubblici che investe 2/3 delle risorse nel nuovo Comune e nella Caserma a Sant'Agata lasciando le briciole agli interventi strutturali che servirebbero al Paese. 


Queste, le certezze, il resto promesse, come se fossimo ancora in Campagna Elettorale.

Quello che dovevamo fare in Consiglio, lo abbiamo fatto. Abbiamo votato contro a tutto questo cercando di motivare la nostra contrarietà e facendo irritare qualche Assessore che col solito atteggiamento da primo della classe ci ha spiegato che le colpe sono sempre di quelli di prima. Qualche Assessore si irrita, qualche altro vanta un paio di punti (poco significativi) raggiunti: mettersi in discussione, ovviamente mai. 

Eppure, le carte, quelle del Bilancio, sono lì a confermare fallimenti, incongruenze, errori, obiettivi mancati: 120 Mila euro sulle strade per tre anni, e mettere 4 milioni per un nuovo Palazzo Comunale subito, nel 2023, non ha nessun senso; così come non ha nessun senso ancora dedicare citazioni particolari per Sant'Agata (in tre anni nulla è stato fatto per la frazione); non ha nessun senso parlare di manutenzione del patrimonio (cioè delle proprietà comunali, palestre, spazi comuni, scuole) ma solo nel 2024, quando ormai la legislatura sarà finita; non ha nessun senso volere un "nuovo Comune" quando quello attuale è sempre "distante" e spesso poco recettivo alle esigenze; non ha nessun senso promettere "partecipazione" quando per tre anni sono state respinte tutte le richieste di partecipazione.

Naturalmente, la forza dei numeri fa la differenza: tutti i punti approvati, in modo stanco però, come dicevo all'inizio, senza anima, senza cuore. Il Bilancio dovrebbe essere un momento particolare per l'Amministrazione Comunale di turno, che dovrebbe esaltare quanto fatto e spiegare come fare a centrare gli obiettivi ancora da raggiungere. 
Niente di tutto questo, sempre molto nervosi, come sempre del resto: segno di una fine ormai imminente e pochissime chances a disposizione, per Sindaco e Giunta, da giocarsi ancora.