martedì 25 novembre 2014

Consiglio Comunale, l'idea di Paese che abbiamo in mente.

Venerdi 28 Novembre si svolgerà il quinto Consiglio Comunale della legislatura con sedici punti all'ordine del giorno, un programma bello denso. 
Tra le altre cose, andranno in discussione l'Assestamento di Bilancio, l'Agenda strategica dell'Adda - Martesana, la mozione sull'accessibilità alla linea della metropolitana, l'adesione al PAES, quali punti qualificanti di questa seduta.

Discuteremo anche due Interrogazioni e cinque Mozioni. Le Interrogazioni sono state presentate da "Uniti per Cassina": una sulla pulizia strade (che segnala inadempienze nel servizio come orari non rispettati su cui si dovrà intervenire e in alcuni casi già si è intervenuti), l'altra sulla presenza di fenomeni di contaminazione delle acque (relativa quest'ultima a un documento risalante al 2002 pubblicato a Marzo di quest'anno); le Mozioni sono state presentate invece in modo congiunto da entrambi i gruppi di opposizione e riguardano la "Commissione Mensa". 

Dunque, nessuna azione politica mirata da parte delle minoranze dopo l'Emergenza acqua, nonostante il gran polverone alzato sui social da quello stesso centrodestra che oggi, al primo Consiglio Comunale post emergenza, tace: segno evidente che anche l'opposizione si è resa conto che tutto ciò che doveva essere fatto (dall'Amministrazione e dagli organi competenti) è stato fatto, correttamente e nella massima trasparenza. A tal proposito è bene sapere che ad oggi, sul tavolo, ci sono due esposti alla Procura della Repubblica.
Archiviata la "pratica" acqua, le opposizioni concentrano la loro attenzione sulla "Commissione Mensa", già oggetto di feroci artacchi da parte del gruppo consiliare "Uniti per Cassina". Un'accanimento annunciato, a più riprese, attraverso i media locali. Proprio così,  un'accanimento, non cè altro termine per spiegare cinque Mozioni aventi tutte come obiettivo il Regolamento della Commissione, nello specifico "le modalità di funzionamento e la composizione della Commissione ". Cinque Mozioni (il che di per se è già un fatto anomalo) nelle quali troviamo a più riprese affermazioni quali "maggiore trasparenza" e "maggiore partecipazione",  allusioni quali "centro di potere" riferito alla Commissione stessa e denunce di poca chiarezza sul Regolamento della medesima.
Tutte accuse che non trovano però riscontro nei testi delle Mozioni e nei fatti: la Commissione mensa è un organismo di indirizzo, che non ha nessun potere decisionale per definizione, costituito in minima parte da rappresentanti della scuola e dell'Ente e in larga parte dai rappresentanti dei genitori. Il Regolamento della Commissione Mensa è stato redatto nel 2003 è un documento pubblico e già in diverse occasioni i membri stessi della Commissione si sono impegnati ad aggiornarne i contenuti. Le Mozioni delle minoranze presentano tra l'altro richieste ridicole come l'incompabilita' tra la carica di Consigliere Comunale (e i sui familiari fino al secondo grado di parentela) e quella di rappresentante di classe (come se quest'ultima fosse una "carica" e non un impegno spesso faticoso). Insomma, una serie di motivazioni che rendono non accettabili le Mozioni, perché frutto di una polemica strumentale. Se esiste la necessità di apportare delle modifiche al Regolamento della Commissione Mensa ben venga, siamo pronti a fare il nostro, ma con altre premesse, non certo quelle scritte nero su bianco in questi cinque documenti che discuteremo Venerdi prossimo.
Visti i punti all'Odg, che ho cercato di sintetizzare, si annuncia una seduta interessante. Soprattutto riguardo ai temi portati dalla maggioranza: una mozione intercomunale per porre attenzione alle difficoltà di accesso alla MM2; la possibilità di accesso a finanziamenti per la riqualificazione energetica attraverso il PAES; l'adesione all'Agenda strategica per uno studio urbanistico sovracomunale: su questi punti, che interessano tutti i cittadini ancor prima ancora dell'appartenenza, incalzeremo le opposizioni e li vedremo davvero l'idea di paese che ognuno di noi ha in mente.

domenica 16 novembre 2014

Commercianti for Filippide, Il Commercio locale incontra l'Associazionismo

Come rilanciare il commercio locale a Cassina de Pecchi in un periodo di grande difficoltà?
Quali strumenti poter adottare per sostenere il commercio cassinese?
Come favorire i negozi di vicinato, stretti tra la morsa della crisi e le grandi catene commerciali anch'esse in uno stato non proprio di buona salute, ma che ancora oggi monopolizzano, interamente o quasi, il mercato?

Domande dalla non semplice risposta, sulla quali però l'Amministrazione Comunale sta incominciando a ragionare ed è già all'opera con progetti comuni con i commercianti allargati alla cittadinanza. 

Con queste premesse, Venerdi 21/11/2014 alle ore 21.00, in Aula Consiliare, l'Assessorato al Commercio presenta l'iniziativa "Commercianti For Filippide", in solidarietà alla "Cooperativa Sociale Onlus Filippide Lombardia Sport Autismo e Malattie Rare" di Cassina de Pecchi (http://progettofilippidelombardia.com/), che è operativa da questa estate con un Centro riabilitativo di integrazione sportiva presso i locali della Cascina Casale in Via Trieste. Un progetto ambizioso, rivolto alla disabilità e che è fiore all'occhiello di Cassina de Pecchi e di tutta la Lombardia, ma che come è facile immaginare, necessita di un aiuto concreto.

L'iniziativa di raccolta fondi per Filippide, ideata dai commercianti e sostenuta dall'Amministrazione Comunale, inaugurata durante la "Festa d'Autunno", si concluderà il 21/12/2014 in occasione delle festività natalizie con la consegna da parte dei commercianti di un "assegno" simbolo della generosità e della solidarietà dei cassinesi, dei commercianti stessi e dell'Amministrazione Comunale, tutti alla pari grandi sostenitori della sua riuscita. Al momento chiediamo la partecipazione numerosa all'incontro di Venerdi prossimo e un sostegno, anche simbolico, a una iniziativa di solidarietà, verso la quale i cassinesi non faranno mancare certo il loro contributo.

domenica 26 ottobre 2014

Emergenza acqua a Cassina, con il cuore e con la testa.

Quando cè da rimboccarsi le maniche, non cè tempo per le chiacchiere. Quando un intero paese viene “colpito” da una emergenza come quella che ha colpito Cassina, serve agire, serve lavorare insieme.
Da Venerdi scorso, a due giorni dalle primissime segnalazioni sull’acqua, dopo l’allestimento dell’unità di crisi in Comune, ho visto tanti volontari mettersi al servizio della causa. 
Ho visto cittadini spaventati, ma anche (e per fortuna) lucidi, reattivi, solidali. Ho visto molti superare le simpatie o le antipatie che nutrono per la nostra Amministrazione e spendersi per portare il proprio contributo. 
Ho ricevuto, anzi abbiamo ricevuto, sostegno, aiuto, ringraziamenti da tutti quei cittadini a cui abbiamo portato notizie e “vicinanza”. Cittadini che sono stati fondamentali per individuare le criticità, quegli stessi cittadini che fin da Mercoledì 22 Ottobre, di buon ora, hanno cominciato a segnalare il problema.
Ho visto e ascoltato anche alcune critiche, sempre ben accette e stimolanti per fare di più e meglio. Ma ho visto anche tanta “fuffa” da social network. Ho visto e letto commenti insensati e insistenti. Ho visto, e questa è senz’altro la cosa peggiore delle tante, il tentativo maldestro e fallito di speculare politicamente sulla pelle e sulla salute delle persone colpite.

Ma, come sempre accade, la verità non è quella raccontata dagli sciacalli di turno. La verità sta nelle braccia e nei cuori dei tanti cassinesi impegnati nell’emergenza. Chi, come i dipendenti comunali, operativi ai centralini per tre lunghi giorni; chi, come i Consiglieri di maggioranza e i volontari, armati di tanta buona volontà a camminare per le vie del paese; chi, come i tecnici, nella stanza dei bottoni a trovare il bandolo della matassa. La verità la raccontano tutti quei cittadini che hanno spento i pc, stufi delle chiacchiere da facebook, e hanno acceso il cervello. Grazie a tutti, ce la faremo, anche sta volta.

venerdì 10 ottobre 2014

Fa più rumore un albero che cade che un foresta che cresce.

L’aforisma che fa da titolo a questo breve commento c'entra molto con il momento politico e sociale che Cassina sta attraversando. Da qualche settimana a questa parte in Consiglio Comunale e in paese stanno tenendo banco argomenti quali i profughi, l’acqua nelle scuole, l’erba tagliata male e in ultimo, ancora una volta, episodi di micro criminalità.
Una serie di fatti o presunti tali (vedi i profughi di cui tutti parlano ma che nessuno ancora ha visto) che fanno discutere perchè, come è facile capire, “colpiscono” nell’animo le persone. Episodi che ci riguardano tutti da vicino, perchè tutti (anche chi amministra) viviamo in questo paese. Ma gli avvenimenti di cui parliamo, amplificati dai media, dalle speculazioni politiche, dalle grandi discussioni sui social network spesso (sarebbe giusto dire, quasi sempre) fanno rumore tanto quanto un albero che cade, distraendo l’attenzione della vera attività amministrativa, che è altra cosa rispetto alle giuste e sacrosante recriminazioni dei cittadini. L’opinione pubblica, attraverso i social network, fa bene a discutere e denunciare inadempienze, come pure i giornali, che fanno il loro mestiere nel momento in cui sollevano tali anomalie. Ma, e qui sta il punto, di fianco all’albero che cade e che fa un “gran baccano”, c’è anche una foresta che cresce. Giorno dopo giorno, piccoli obiettivi, che stanno segnando il “cambio di passo” nel modo di amministrare Cassina dè Pecchi.

Esempi? La convenzione fatta con il Comune di Bussero sul Comandante della Polizia Municipale, che ci fa risparmiare 2000 euro e in contemporanea ci da la possibilità di avere un agente in più a Cassina per sette ore la settimana; l’accordo stipulato sempre con Bussero che prevede la suddivisione della figura del Segretario Comunale tra i due Comuni, scelta che comporta un ulteriore risparmio alle casse comunali; l’imminente realizzazione di due nuove Consulte, quella del “Terzo Settore” e quella “Culturale”, che ci permetterà di mettere insieme competenze ed esperienze per rispondere in modo capillare ai bisogni e alle necessità dei cassinesi…insomma, alcuni passi in avanti che forse non fanno rumore tanto quanto la bottiglia d’acqua nelle scuole o lo straniero che gironzola per il Centro, ma che, a tutti gli effetti, danno l'idea che qualcosa sta cambiando, in meglio.

domenica 5 ottobre 2014

Essere licenziati via mail. La crisi non risparmia nemmeno la dignità.

La notizia è arrivata Sabato mattina di buon ora. 115 lettere di licenziamento inviate questa mattina da Nokia ad altrettanti lavoratori delle sedi di Cassina de Pecchi, Roma e Napoli. 115 le lettere di licenziamento anticipate Venerdi sera, dopo una settimana lavorativa, con un messaggio di posta elettronica inviato a tutti i singoli lavoratori interessati dal provvedimento. 
Una doccia fredda, inaspettata per i lavoratori di quello che era un colosso delle telecomunicazioni, lavoratori già provati da una lunga lotta per la difesa del lavoro e della sua dignità. Una vicenda che fa il paio con quanto, in paese, sta accadendo in un'altra realtà con la quale da Giugno un pò tutti abbiamo imparato a fare i conti, la “Dielle” anch’essa interessata da un licenziamento coatto, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo: http://andreaparma.blogspot.it/2014/06/gli-schiavi-del-xxi-secolo-succede.html.

Dieci giorni dopo il mancato accordo tra Sindacati e Azienda, dunque, Nokia passa alla soluzione drastica, il licenziamento. Niente di nuovo e nulla di più da quanto fatto nel recente passato dal colosso finlandese: 2500 posti di lavoro tagliati in sette anni, un vero e proprio bollettino di guerra
Ci troviamo di fronte all’ennesima e preoccupante situazione di crisi che con il licenziamento si accentua pesantemente. Dielle, Jabil, Nokia e le tante realtà aziendali medio -  piccole lontane dai riflettori dei media,fanno tornare Cassina de Pecchi alla ribalta della cronaca locale e nazionale (ieri su “Repubblica” un articolo dedicato alla “Dielle”) solo per fatti legati alla crisi lavorativa e occupazionale.

E’ chiaro che tutte queste vicende, che in parte abbiamo seguito da vicino, chiedono una risposta politica forte, in un ottica di difesa dei posti di lavoro, ben consapevoli che il lavoro, le sue dinamiche e la sua strutturazione, sono cambiati, radicalmente.
Per quel che ci compete, in ambito politico locale, nell’immediato il Partito Democratico (come pure le altre forze del centrosinistra, compresa “Cassina Domani”) ha espresso vicinanza e solidarietà ai lavoratori Nokia.

Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere in ogni sede tutte le iniziative volte a difendere e promuovere il lavoro a Cassina de Pecchi.

martedì 30 settembre 2014

Una opportunità per Cassina dè Pecchi: il Tennis è in vendita.

Martedi scorso sulla cancellata che delimita l’ex Centro Tennis è apparso uno striscione di una nota agenzia immobiliare che avvisava della vendita. Una notizia inaspettata e improvvisa, dopo anni di silenzio. Anni durante i quali l’area in oggetto è stata completamente lasciata in balia del destino (e i risultati di degrado e abbandono sono li sotto gli occhi di tutti).

Oggi, quasi per caso, scopriamo che la proprietà del Tennis finalmente mette in vendita. Un fatto di per se positivo, ma che ci coglie tutti di sorpresa. Un’occasione, non solo per gli attori di questa operazione (venditore e potenziale acquirente) ma per tutti. L’area di Via Andromeda, ristrutturata, potrebbe essere utile per il rilancio del paese e tornare ad essere un luogo centrale e al tempo stesso un polo attrattivo per gli sportivi dell’intera zona. Su di essa, è utile ricordarlo, è ancora in vigore il vincolo “sportivo” che significa, in parole semplici, che chi acquisisce è “obbligato” a sviluppare, su quell’area, solo attività di un certo tipo. Per questo motivo ci ha tratto in inganno (e probabilmente trae in inganno un po tutti quelli che hanno avuto occasione di leggere lo striscione) la frase che in bella evidenza recita “Area edificabile di 8360 mq” e solo successivamente “assoggettata a servizio per l’attività sportiva”.


Non traiamo conclusioni, non vogliamo nemmeno farlo. Per il momento ci accontentiamo di quel che sappiamo: il Tennis è in vendita. Immaginiamo (e ci auguriamo) che la vicenda abbia un risvolto positivo, innanzitutto per la città. 
Per quel che ci riguarda vigileremo sui prossimi sviluppi che interesseranno l’intera vicenda.

sabato 27 settembre 2014

Acqua Pubblica nelle scuole. Il perchè di una scelta.

In questi ultimi giorni si è alzato un polverone sul "caso" acqua nelle scuole: le classiche bottiglie d'acqua di plastica distribuite ai pasti alle Scuole dell'Infanzia e alla Primaria da quest'anno sono state sostituite con l'acqua dell'acquedotto e la decisione ha scatenato qualche reazione irritata. Sono piovute segnalazioni di genitori che lamentano la mancata comunicazione e, in alcuni casi, è stata avanzata la richiesta di abbassare la tariffa del buono pasto, in virtù del fatto che le bottiglie di plastica sono state eliminate dal Menù scolastico.
Le segnalazioni, ricevute anche personalmente, in qualità della mia duplice veste di Consigliere Comunale e rappresentante di classe di mio figlio, è sfociata in una interrogazione urgente del gruppo "Uniti per Cassina". Niente di nuovo, la solita demagogia del centrodestra infarcita dalla voglia di speculare su un caso le cui dinamiche sono sconosciute agli stesi Consiglieri di opposizione: non si spiegherebbe altrimenti la "rincorsa" di "Uniti per Cassina" all'inseguimento dei post su facebook per presentare una interrogazione che, nei fatti, non ha alcun senso. Non ha alcun senso per tre semplici motivi:

- L'Asl ha disposto, da diverso tempo, delle nuove strategie in materia di consumi e alimentazione, favorendo e stimolando l'utilizzo di acqua dell'acquedotto nelle scuole elaborando delle linee guida che trovate al seguente link: http://www.aslmi2.it/web/downloads.nsf/9B044E1A6014F6DDC1257B9E003766B0/$FILE/scuole%20linee%20guida%202013.pdf.

- La Commissione Mensa del nostro Comune aveva già discusso l'argomento, esprimendo parere favorevole.

- L'Amministrazione Comunale, appena insediatasi, ha recepito le disposizioni di Asl approvando la sostituzione delle bottiglie classiche con l'acqua del rubinetto.

Non c'è da aggiungere altro. Se non che, l'Amministrazione Comunale è intenzionata, nel breve periodo, tendenzialmente a Ottobre, ad organizzare un'Assemblea pubblica con tutti i cittadini per spiegare la scelta. Tenendo ben presente, sulle tariffe del buono pasto, che con l'eliminazione delle bottiglie, il "risparmio" è irrisorio, si tratta solo di qualche centesimo. Centesimo che potrebbe essere "decurtato" dal Buono pasto?