lunedì 7 settembre 2026

Sull'ex Centro tennis, invertiamo rotta

L’Amministrazione Comunale di Cologno Monzese, con l’approvazione del Progetto esecutivo relativo alla “Ex Torriani” riesce a ottenere dall’operatore che si occuperà della riqualificazione dell’area, ben 13 appartamenti in Housing Sociale, spazi comuni polifunzionali, spazi verdi aperti ai Cittadini, due nuove rotonde, un nuovo Parco Pubblico, una rete di piste ciclabili, una struttura dedicata agli universitari per lo studio.

È molto. Ed è in linea con quello che una Amministrazione Pubblica deve fare a fronte di operazioni urbanistiche sul proprio territorio, ottenere “il massimo” per i suoi Cittadini. Il privato riqualifica un’area, genera profitto (per se stesso, quindi profitto privato), restituisce alla collettività: sembra semplice farlo. Alcuni lo fanno (vi ho riportato l’esempio di Cologno Monzese) altri fanno fatica a farlo. O non ci provano nemmeno.

A Cassina de Pecchi abbiamo almeno un grande (e negativo) esempio di rigenerazione importante, la più importante degli ultimi decenni, che ha prodotto poco, quasi nulla, per la Città, nonostante le grosse aspettative: l’ex Area Nokia, su cui tutte le proposte sono finite nel dimenticatoio o peggio respinte e abbandonate (vedi la possibilità di avere un Poliambulatorio Pubblico persa però per scarso interesse).

Se non vogliamo “ricascarci” ancora (parlo al plurale volutamente, cioè tutti) proviamo a “invertire rotta” di fronte all’opportunità che ci si pone di fronte, stavolta in un’altra zona di Cassina.

Prima della pausa estiva è stata depositata una proposta di “Piano Attuativo” (un progetto) per l’area comunemente conosciuta come “Ex Centro Tennis” di Via Andromeda.

Quell’area abbandonata da anni dove sorgeva un glorioso insediamento sportivo vedrà un futuro fatto di case, secondo questa proposta, e più precisamente tre edifici residenziali a due piani e poi null’altro, se non la riqualificazione dei due parcheggi a servizio del nuovo insediamento Residenziale, su Via Andromeda e su Vicolo del Toro.

Con le dovute differenze, ci troviamo di fronte a un esempio lampante di come, da una parte, c’è la volontà (raggiunta) di una Amministrazione Comunale (quella di Cologno Monzese) che ha portato a casa tante opere per la cittadinanza, tante opere pubbliche, andando anche oltre, riuscendo cioè a ottenere una quota di residenziale a favore delle famiglie in difficoltà economica. Dall’altra, a Cassina, molto meno, anzi quasi nulla.

Durante l’estate, durante il torrido caldo agostano, come “Cammino Comune” abbiamo preparato e avanzato “Osservazioni” alla proposta di Piano Attuativo dell’Ex Tennis, chiedendo di inserire nel Progetto un deciso ritorno Pubblico a favore della Città e dei Cittadini.

Non una riqualificazione fine a se stessa, che produce ancora e purtroppo soluzioni abitative costose e inaccessibili, che restituisce quartieri con poco verde, quartieri con nessuna risposta ai grandi temi della crisi climatica che prepotentemente ci troviamo a fronteggiare sempre di più.

Invertire rotta è possibile: abbiamo proposto il 20% di nuove casa a prezzi calmierati (a fronte del premio volumetrico concesso all’operatore), abbiamo proposto l’inserimento di un nuovo spazio sportivo Pubblico (campo polifunzionale da pallavolo e tennis), abbiamo proposto una rigenerazione “green” con de-pavimetazione dei parcheggi e inserimento di aree verdi, piantumazioni diffuse e strutture per la generazione di energia “pulita”.

Ancora prima di organizzare un momento pubblico di discussione delle nostre osservazioni (e di quelle pervenute da altre forze politiche) leggo che dall’Amministrazione Comunale si dice che non abbiamo capito nulla perché si tratta di “un intervento privato” e che quell’area “ha perso la vocazione sportiva diventando residenziale”. Se quell’area ha perso la vocazione sportiva, l’ha persa per volontà politica, non certo per caso. Come alla pari, se si dà il via libera a nuovi quartieri e case (costose) e niente più oppure e diversamente se invece si realizzano case e anche solo qualche Servizio Pubblico, lo si

fa sempre seguendo una volontà politica, che a quanto pare, è abbastanza differente solo a pochi km di distanza (mi riferisco sempre a Cologno Monzese, che a differenza di Cassina, realizza tanto per la Comunità).

Lo sviluppo dei territori è un processo complesso che deve prevedere la partecipazione di chi i territori li vive. Non solo di chi i territori li governa. O di chi sui territori vuole creare business.

Torno a dirlo: apriamo una discussione, partecipata e coinvolgente, siamo già ampiamente in ritardo, oppure la Cassina dei prossimi anni sarà una Cassina irriconoscibile, sempre più costosa, con sempre meno servizi e sempre più preda degli appetiti speculatori.


Ah, dimenticavo: l’area oggetto di rigenerazione a Cologno Monzese è privata, così come l’area ex Tennis. Eppure lì (e non solo li) hanno capito che vale, molto, guardare oltre.

lunedì 1 giugno 2026

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sabato 25 aprile 2026

LO SPORT di "ÉLITE" NON È LA SOLUZIONE

domenica 15 febbraio 2026

TRASPARENZA: a Cassina de Pecchi un optional da Social Network

Il 29/1 con Delibera numero 8 la Giunta ha approvato una modifica sostanziale al PGT approvato tre anni fa dalla sola maggioranza di allora (che è la stessa di adesso).

La modifica riguarda il quadro economico relativo all'AT1 (ovvero, l'ambito di trasformazione di Via Andromeda, inserito in Variante al PGT) e prevede, piuttosto che la realizzazione a scomputo Oneri di un Asilo Nido, l'introito diretto di 916000 euro come contropartita dell'operazione residenziale prevista all'ex Centro Tennis e contestuale rinuncia alla realizzazione dell'Opera Pubblica.

Qualche giorno fa, solo grazie alle testate locali, "Gazzetta della Martesana" e "Radar" che pubblicano la notizia, i Cittadini vengono a conoscenza di questo improvviso cambio di programma, non di secondario piano, tutt'altro.

La mente non può che correre al 2023 quando, da Consigliere Comunale di minoranza, presentai ben 24 Osservazioni a quel PGT. In particolare, sull'AT1 chiedemmo in primis il mantenimento del vincolo sportivo (ricordo a chi legge che quell'Area fu ceduta dal Comune al privato con l'impegno di realizzarci solo ed esclusivamente strutture sportive) e in seconda battuta la riduzione della quota di residenziale all'ex Tennis prevista dal PGT alla sola parte già edificata dalle vecchie strutture sportive abbandonate e in stato di degrado, lasciando inalterato il verde e il suolo libero di quell'Area.

In oltre chiedemmo, per il residenziale, il vincolo del 50% di Edilizia Residenziale Sociale e Housing Sociale (a favore delle famiglie meno abbienti) e di spostare il progetto del nuovo Nido a Nord del Paese, nell'area compresa tra Via Roma e Via Matteotti (attualmente occupata dagli edifici abbandonati e in stato di degrado delle ex Scuola elementare e della ex Caserma dei Vigili) o in Via Gramsci dove oggi c'è il Campo da Calcio, al fianco dell'attuale Materna, come nuovo "Polo dell'Infanzia", il tutto legato alla definizione di un nuovo "Piano per l'edilizia Scolastica" (il PGT, quel PGT prevede un incremento della Popolazione al 2030 tra i 300 e i 1000 nuovi abitanti e il che, legato alle altre operazioni residenziali in via di realizzazione, come in Via Mazzini e in Via Don Verderio, porterà a un aumento di Popolazione residente tale da rendere estremamente urgente una re-definizione dei Servizi scolastici e non solo).

Bene quindi la scelta di rivedere la localizzazione del nuovo Nido, anche se con tre anni di ritardo, dando ragione a quanto da noi sostenuto già nel 2023 (un Nido in Via Andromeda a due passi da Via Radioamatori, dove c'è l'attuale Nido Pesciolino Rosso, non ha ragione d'essere).

Bene l'idea di portare un servizio a nord del Paese dove oggi non esistono servizi, al momento non sappiamo dove (noi avevamo ipotizzato in Via Roma o in Via Gramsci, difficile immaginare aree alternative).

Meno bene l'aver modificato la convenzione con la motivazione che si vuole scegliere una localizzazione diversa (la realizzazione del nuovo Nido a scomputo Oneri era una certezza, il farsi monetizzare, non garantisce la realizzazione "in proprio" della struttura).

Meno bene, come premessa a qualsiasi ragionamento, che tutto questo sia venuto alla luce dalle pagine dei giornali, che fanno bene il loro lavoro e meno bene che siano state etichettate queste notizie come "fake" da parte dell'Amministrazione Comunale.

Meno bene che bisogna avere un profilo facebook per sapere tutto ciò che si decide perché a fronte degli articoli, la pagina facebook del Comune di Cassina de Pecchi ha specificato che è in corso "uno studio in fase avanzata per la realizzazione del Nido in altra zona del Paese" (a Nord, appunto). 

Tutto questo non si discute su facebook, ma nei luoghi preposti, come le Commissioni o il Consiglio Comunale (che, lo ricordo, non viene convocato da Dicembre dello scorso anno).

La Democrazia e la trasparenza, a Cassina de Pecchi, sono un Optional da Social Network? Non va bene.

(In Foto le Osservazione del 2023 su Via Andromeda in cui si evidenziano le nostre proposte).