L’Amministrazione Comunale di Cologno Monzese, con l’approvazione del Progetto esecutivo relativo alla “Ex Torriani” riesce a ottenere dall’operatore che si occuperà della riqualificazione dell’area, ben 13 appartamenti in Housing Sociale, spazi comuni polifunzionali, spazi verdi aperti ai Cittadini, due nuove rotonde, un nuovo Parco Pubblico, una rete di piste ciclabili, una struttura dedicata agli universitari per lo studio.
È molto. Ed è in linea con quello che una Amministrazione Pubblica deve fare a fronte di operazioni urbanistiche sul proprio territorio, ottenere “il massimo” per i suoi Cittadini. Il privato riqualifica un’area, genera profitto (per se stesso, quindi profitto privato), restituisce alla collettività: sembra semplice farlo. Alcuni lo fanno (vi ho riportato l’esempio di Cologno Monzese) altri fanno fatica a farlo. O non ci provano nemmeno.
A Cassina de Pecchi abbiamo almeno un grande (e negativo) esempio di rigenerazione importante, la più importante degli ultimi decenni, che ha prodotto poco, quasi nulla, per la Città, nonostante le grosse aspettative: l’ex Area Nokia, su cui tutte le proposte sono finite nel dimenticatoio o peggio respinte e abbandonate (vedi la possibilità di avere un Poliambulatorio Pubblico persa però per scarso interesse).
Se non vogliamo “ricascarci” ancora (parlo al plurale volutamente, cioè tutti) proviamo a “invertire rotta” di fronte all’opportunità che ci si pone di fronte, stavolta in un’altra zona di Cassina.
Prima della pausa estiva è stata depositata una proposta di “Piano Attuativo” (un progetto) per l’area comunemente conosciuta come “Ex Centro Tennis” di Via Andromeda.
Quell’area abbandonata da anni dove sorgeva un glorioso insediamento sportivo vedrà un futuro fatto di case, secondo questa proposta, e più precisamente tre edifici residenziali a due piani e poi null’altro, se non la riqualificazione dei due parcheggi a servizio del nuovo insediamento Residenziale, su Via Andromeda e su Vicolo del Toro.
Con le dovute differenze, ci troviamo di fronte a un esempio lampante di come, da una parte, c’è la volontà (raggiunta) di una Amministrazione Comunale (quella di Cologno Monzese) che ha portato a casa tante opere per la cittadinanza, tante opere pubbliche, andando anche oltre, riuscendo cioè a ottenere una quota di residenziale a favore delle famiglie in difficoltà economica. Dall’altra, a Cassina, molto meno, anzi quasi nulla.
Durante l’estate, durante il torrido caldo agostano, come “Cammino Comune” abbiamo preparato e avanzato “Osservazioni” alla proposta di Piano Attuativo dell’Ex Tennis, chiedendo di inserire nel Progetto un deciso ritorno Pubblico a favore della Città e dei Cittadini.
Non una riqualificazione fine a se stessa, che produce ancora e purtroppo soluzioni abitative costose e inaccessibili, che restituisce quartieri con poco verde, quartieri con nessuna risposta ai grandi temi della crisi climatica che prepotentemente ci troviamo a fronteggiare sempre di più.
Invertire rotta è possibile: abbiamo proposto il 20% di nuove casa a prezzi calmierati (a fronte del premio volumetrico concesso all’operatore), abbiamo proposto l’inserimento di un nuovo spazio sportivo Pubblico (campo polifunzionale da pallavolo e tennis), abbiamo proposto una rigenerazione “green” con de-pavimetazione dei parcheggi e inserimento di aree verdi, piantumazioni diffuse e strutture per la generazione di energia “pulita”.
Ancora prima di organizzare un momento pubblico di discussione delle nostre osservazioni (e di quelle pervenute da altre forze politiche) leggo che dall’Amministrazione Comunale si dice che non abbiamo capito nulla perché si tratta di “un intervento privato” e che quell’area “ha perso la vocazione sportiva diventando residenziale”. Se quell’area ha perso la vocazione sportiva, l’ha persa per volontà politica, non certo per caso. Come alla pari, se si dà il via libera a nuovi quartieri e case (costose) e niente più oppure e diversamente se invece si realizzano case e anche solo qualche Servizio Pubblico, lo si
fa sempre seguendo una volontà politica, che a quanto pare, è abbastanza differente solo a pochi km di distanza (mi riferisco sempre a Cologno Monzese, che a differenza di Cassina, realizza tanto per la Comunità).
Lo sviluppo dei territori è un processo complesso che deve prevedere la partecipazione di chi i territori li vive. Non solo di chi i territori li governa. O di chi sui territori vuole creare business.
Torno a dirlo: apriamo una discussione, partecipata e coinvolgente, siamo già ampiamente in ritardo, oppure la Cassina dei prossimi anni sarà una Cassina irriconoscibile, sempre più costosa, con sempre meno servizi e sempre più preda degli appetiti speculatori.
Ah, dimenticavo: l’area oggetto di rigenerazione a Cologno Monzese è privata, così come l’area ex Tennis. Eppure lì (e non solo li) hanno capito che vale, molto, guardare oltre.






