ANDREA PARMA
Innanzitutto, Cassina de Pecchi
martedì 6 ottobre 2026
Ex Tennis, respinte dal Sindaco tutte le proposte migliorative
lunedì 7 settembre 2026
Sull'ex Centro tennis, invertiamo rotta
L’Amministrazione Comunale di Cologno Monzese, con l’approvazione del Progetto esecutivo relativo alla “Ex Torriani” riesce a ottenere dall’operatore che si occuperà della riqualificazione dell’area, ben 13 appartamenti in Housing Sociale, spazi comuni polifunzionali, spazi verdi aperti ai Cittadini, due nuove rotonde, un nuovo Parco Pubblico, una rete di piste ciclabili, una struttura dedicata agli universitari per lo studio.
È molto. Ed è in linea con quello che una Amministrazione Pubblica deve fare a fronte di operazioni urbanistiche sul proprio territorio, ottenere “il massimo” per i suoi Cittadini. Il privato riqualifica un’area, genera profitto (per se stesso, quindi profitto privato), restituisce alla collettività: sembra semplice farlo. Alcuni lo fanno (vi ho riportato l’esempio di Cologno Monzese) altri fanno fatica a farlo. O non ci provano nemmeno.
A Cassina de Pecchi abbiamo almeno un grande (e negativo) esempio di rigenerazione importante, la più importante degli ultimi decenni, che ha prodotto poco, quasi nulla, per la Città, nonostante le grosse aspettative: l’ex Area Nokia, su cui tutte le proposte sono finite nel dimenticatoio o peggio respinte e abbandonate (vedi la possibilità di avere un Poliambulatorio Pubblico persa però per scarso interesse).
Se non vogliamo “ricascarci” ancora (parlo al plurale volutamente, cioè tutti) proviamo a “invertire rotta” di fronte all’opportunità che ci si pone di fronte, stavolta in un’altra zona di Cassina.
Prima della pausa estiva è stata depositata una proposta di “Piano Attuativo” (un progetto) per l’area comunemente conosciuta come “Ex Centro Tennis” di Via Andromeda.
Quell’area abbandonata da anni dove sorgeva un glorioso insediamento sportivo vedrà un futuro fatto di case, secondo questa proposta, e più precisamente tre edifici residenziali a due piani e poi null’altro, se non la riqualificazione dei due parcheggi a servizio del nuovo insediamento Residenziale, su Via Andromeda e su Vicolo del Toro.
Con le dovute differenze, ci troviamo di fronte a un esempio lampante di come, da una parte, c’è la volontà (raggiunta) di una Amministrazione Comunale (quella di Cologno Monzese) che ha portato a casa tante opere per la cittadinanza, tante opere pubbliche, andando anche oltre, riuscendo cioè a ottenere una quota di residenziale a favore delle famiglie in difficoltà economica. Dall’altra, a Cassina, molto meno, anzi quasi nulla.
Durante l’estate, durante il torrido caldo agostano, come “Cammino Comune” abbiamo preparato e avanzato “Osservazioni” alla proposta di Piano Attuativo dell’Ex Tennis, chiedendo di inserire nel Progetto un deciso ritorno Pubblico a favore della Città e dei Cittadini.
Non una riqualificazione fine a se stessa, che produce ancora e purtroppo soluzioni abitative costose e inaccessibili, che restituisce quartieri con poco verde, quartieri con nessuna risposta ai grandi temi della crisi climatica che prepotentemente ci troviamo a fronteggiare sempre di più.
Invertire rotta è possibile: abbiamo proposto il 20% di nuove casa a prezzi calmierati (a fronte del premio volumetrico concesso all’operatore), abbiamo proposto l’inserimento di un nuovo spazio sportivo Pubblico (campo polifunzionale da pallavolo e tennis), abbiamo proposto una rigenerazione “green” con de-pavimetazione dei parcheggi e inserimento di aree verdi, piantumazioni diffuse e strutture per la generazione di energia “pulita”.
Ancora prima di organizzare un momento pubblico di discussione delle nostre osservazioni (e di quelle pervenute da altre forze politiche) leggo che dall’Amministrazione Comunale si dice che non abbiamo capito nulla perché si tratta di “un intervento privato” e che quell’area “ha perso la vocazione sportiva diventando residenziale”. Se quell’area ha perso la vocazione sportiva, l’ha persa per volontà politica, non certo per caso. Come alla pari, se si dà il via libera a nuovi quartieri e case (costose) e niente più oppure e diversamente se invece si realizzano case e anche solo qualche Servizio Pubblico, lo si
fa sempre seguendo una volontà politica, che a quanto pare, è abbastanza differente solo a pochi km di distanza (mi riferisco sempre a Cologno Monzese, che a differenza di Cassina, realizza tanto per la Comunità).
Lo sviluppo dei territori è un processo complesso che deve prevedere la partecipazione di chi i territori li vive. Non solo di chi i territori li governa. O di chi sui territori vuole creare business.
Torno a dirlo: apriamo una discussione, partecipata e coinvolgente, siamo già ampiamente in ritardo, oppure la Cassina dei prossimi anni sarà una Cassina irriconoscibile, sempre più costosa, con sempre meno servizi e sempre più preda degli appetiti speculatori.
Ah, dimenticavo: l’area oggetto di rigenerazione a Cologno Monzese è privata, così come l’area ex Tennis. Eppure lì (e non solo li) hanno capito che vale, molto, guardare oltre.
lunedì 1 giugno 2026
LA "CITTÀ PARADOSSO" (Sempre meno Servizi, sempre più prezzi alle stelle)
È difficile comprendere come un Comune che dispone di un Avanzo di 1.244.954,55 euro, che ha registrato incassi pari a 16.596.871 euro, che ha effettuato ben 16 Variazioni di Bilancio nel corso del 2025, sia riuscito, imperterrito, ancora, dopo 8 anni, a destinare lo scorso anno SOLO il 4,35% del Bilancio a “Politiche Giovanili, Sport e Tempo libero”, SOLO il 4,88% a “Ordine Pubblico e Sicurezza”, SOLO il 5,38% a “Istruzione e Diritto allo Studio”, SOLO il 2,39% a “Tutela e valorizzazione dei Beni Culturali”.
Ancora più difficile comprendere come, di fronte a questi numeri, si possa rischiare di perdere un “Servizio”, quello del Centro di Aggregazione Giovanile, perché non si riescono a trovare i fondi per l’affidamento triennale.
Non si trovano i fondi per il CAG, ma ne trovano ben 16726 euro (45 euro al giorno) per le “spese postali” (che, nell’era del digitale, è più che un paradosso).
Il CAG rischia la chiusura, ma per la “Telefonia fissa” abbiamo speso ben 16452 euro (45 euro al giorno), per la telefonia Mobile 2832 euro, per l’Energia Elettrica (le bollette) addirittura 236492 euro, 648 euro al giorno per illuminare le strade e le piazze. E, per il gas 455190 euro (1200 euro erotti al giorno) per riscaldare le strutture di cui sopra.
In mezzo a questi numeri impietosi, preoccupanti e costanti negli anni, numeri del Rendiconto 2025, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 30 Aprile, quel che mi ha particolarmente colpito, più che una prassi amministrativa che, da ormai 8 anni, spende tantissimo per mantenere “la macchina” e poco, ancora troppo poco, sul resto (pensate che le spese in conto capitale, cioè gli investimenti, sono 6 volte inferiori rispetto alle spese in conto corrente) è la voce “Assetto del territorio e edilizia abitativa” su cui il consuntivo 2025 ha registrato un misero 0,07%.
Un misero 0,07% che di fronte al tema pesantissimo e attualissimo della “casa” e dell’emergenza abitativa, fa rumore. Un rumore assordante.
Cassina de Pecchi, sul fronte “casa”, rischia di diventare un Comune “costoso” e “per pochi”. Rischia di diventarlo, per via dei costi alti e inarrivabili delle nuove abitazioni. Rischia di diventarlo o forse lo siamo già diventati: le giovani coppie e i giovani in generale, che sono costretti a lasciare il posto in cui sono cresciuti, il posto in cui hanno fatto le Scuole, hanno praticato sport, hanno stretto legami, per poi diventare adulti, alla ricerca di “lidi” più abordabili, è ahinoi, un fenomeno attuale e a tratti drammatico.
Lasciare Cassina, perché “qui è impossibile acquistare casa” anche se si lavora in due, è una sconfitta per tutti. Segno di una politica incapace a dare risposte o che forse il dramma non lo ha ancora percepito, capito, men che meno affrontato.
I numeri sono li a dimostrarlo, a Milano e provincia: crescono gli affitti brevi, calano quelli a lunga durata, si allarga la forbice tra redditi e costi della casa, i centri sono diventati centri solo “per chi può permetterselo”, un fenomeno esteso a tutta la Provincia, di più in quei Comuni, come Cassina, ben serviti da mezzi di trasporto verso il Capoluogo, come la Metropolitana, dove i costi per la Casa e per il trasporto, si attestano tra il 50% e il 60% del reddito delle Famiglie.
Le operazioni edilizie in via di realizzazione a Cassina de Pecchi (Via Mazzini, Via Don Verderio, Ex Nicola&Albia) e quelle che saranno oggetto di prossima realizzazione (AT1 del PGT in Via Andromeda) non sono e non saranno da meno, perché corrono esattamente su questi binari descritti fin qui, ovvero quelli di uno sviluppo residenziale “di Élite”. Appartamenti e villette che non prevedono nulla non solo verso le fragilità, ma nemmeno verso le Famiglie “standard” dove si lavora in due, con un lavoro anche ben retribuito, stabile, ma lontano, estremamente lontano, dalla possibilità di ambiere a una soluzione in quei luoghi. Operazioni residenziali inaccessibili ai molti e frutto di investimenti privati per fare business e che concedono poco (o nulla) in cambio al Pubblico.


Questo sviluppo residenziale “per i ceti alti” a Cassina de Pecchi, lo viviamo orami da qualche anno e stiamo cercando anche di affrontando da tempo. Ma, dato che nessuno se ne occupa, la risposta sembra essere “adeguarsi e per chi non ce la fa, c’è l’opzione di andarsene altrove, più a est”.
È quello che vogliamo?
Vogliamo “Città paradosso”, dal Capoluogo via via scendendo verso l’hinterland, Martesana e Cassina compresa, Città fatte di costi delle case alle stelle ma di contro Servizi Pubblici sempre più poveri?
Vogliamo Città accessibili a pochi e che non riescono di contro a trovare 60 mila euro per tenere aperto il Centro di Aggregazione Giovanile?
O a ristrutturare gli spazi sportivi?
O a garantire spazi scolastici degni di questo nome?
Città “per pochi”, che offrono “poco” e sempre meno a chi ci vive: non è quello che vogliamo.
Continuerò a parlarne.
sabato 25 aprile 2026
LO SPORT di "ÉLITE" NON È LA SOLUZIONE
Marzo 2023: la notizia di riqualificazione dell’ex Area sportiva calcistica abbandonata di Via Trieste per via di un finanziamento privato diviene pubblica, area che di fatti oggi, tre anni dopo, è oggetto di cantiere.
Allora, 2023, alla notizia, ch
iesi, come Consigliere Comunale di minoranza, quattro cose:
1) che ci fosse una collaborazione e una partecipazione del Territorio e delle realtà sportive, scolastiche, associative di Cassina de Pecchi a quel Progetto;
2) che ci fosse un “ritorno pubblico” a fronte di un investimento privato su una Area Pubblica e cioè che da subito si intervenisse per ripristinare il decoro e la sicurezza di un area abbandonata;
3) che ci fosse in quel Progetto privato, uno spazio dedicato alle pratiche sportive che così tanti giovani Cassinesi praticano, attraverso il ricco panorama dell’associazionismo sportivo locale.
4) che il proponente del progetto, come contropartita, investisse per un nuovo campo da basket interno al suo Progetto o che riqualificasse (a sue spese) i due spogliatoi delle attuali Tensostrutture.
Il tema era (ed è) la modifica delle metrature che la FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) ha introdotto, dando due anni di tempo alle Società per adeguarsi, con il rischio, allora, 2023, che buona parte dei quasi 400 ragazzi che a Cassina praticano il basket, non avesse più un campo omologato su cui disputare le partite.
Aprile 2026: il rischio di allora, evidenziato più volte, è divenuto certezza.
Il “CM Basket” dovrà migrare a Carugate per le Partite di Play-off perché nessuna, o quasi, delle nostre proposte del 2023, ha avuto riscontro.
Però, il Centro Sportivo Privato su suolo Pubblico di “Élite” (Padel e Beach Volley) in via di realizzazione in Via Trieste, prosegue.
Come, alla pari, proseguono le “sofferenze” delle nostre strutture pubbliche sportive. Basket e non solo.
Si sa, i problemi, se non si affrontano per tempo, diventano insormontabili.
Io continuo a parlarne.
Continuiamo a parlarne tutti.
Perché lo Sport, a Cassina de Pecchi, deve continuare a mantenere una fisionomia pubblica, libera, formativa e accessibile. A tutti.
A tutti i nostri ragazzi. Per il loro futuro.
Lo Sport di “élite” non è un “male” anzi è una opportunità.
Ma non è la soluzione.
Non mi stanco (e non stanchiamoci) di dirlo.
domenica 15 febbraio 2026
TRASPARENZA: a Cassina de Pecchi un optional da Social Network
Il 29/1 con Delibera numero 8 la Giunta ha approvato una modifica sostanziale al PGT approvato tre anni fa dalla sola maggioranza di allora (che è la stessa di adesso).
La modifica riguarda il quadro economico relativo all'AT1 (ovvero, l'ambito di trasformazione di Via Andromeda, inserito in Variante al PGT) e prevede, piuttosto che la realizzazione a scomputo Oneri di un Asilo Nido, l'introito diretto di 916000 euro come contropartita dell'operazione residenziale prevista all'ex Centro Tennis e contestuale rinuncia alla realizzazione dell'Opera Pubblica.
Qualche giorno fa, solo grazie alle testate locali, "Gazzetta della Martesana" e "Radar" che pubblicano la notizia, i Cittadini vengono a conoscenza di questo improvviso cambio di programma, non di secondario piano, tutt'altro.
La mente non può che correre al 2023 quando, da Consigliere Comunale di minoranza, presentai ben 24 Osservazioni a quel PGT. In particolare, sull'AT1 chiedemmo in primis il mantenimento del vincolo sportivo (ricordo a chi legge che quell'Area fu ceduta dal Comune al privato con l'impegno di realizzarci solo ed esclusivamente strutture sportive) e in seconda battuta la riduzione della quota di residenziale all'ex Tennis prevista dal PGT alla sola parte già edificata dalle vecchie strutture sportive abbandonate e in stato di degrado, lasciando inalterato il verde e il suolo libero di quell'Area.
In oltre chiedemmo, per il residenziale, il vincolo del 50% di Edilizia Residenziale Sociale e Housing Sociale (a favore delle famiglie meno abbienti) e di spostare il progetto del nuovo Nido a Nord del Paese, nell'area compresa tra Via Roma e Via Matteotti (attualmente occupata dagli edifici abbandonati e in stato di degrado delle ex Scuola elementare e della ex Caserma dei Vigili) o in Via Gramsci dove oggi c'è il Campo da Calcio, al fianco dell'attuale Materna, come nuovo "Polo dell'Infanzia", il tutto legato alla definizione di un nuovo "Piano per l'edilizia Scolastica" (il PGT, quel PGT prevede un incremento della Popolazione al 2030 tra i 300 e i 1000 nuovi abitanti e il che, legato alle altre operazioni residenziali in via di realizzazione, come in Via Mazzini e in Via Don Verderio, porterà a un aumento di Popolazione residente tale da rendere estremamente urgente una re-definizione dei Servizi scolastici e non solo).
Bene quindi la scelta di rivedere la localizzazione del nuovo Nido, anche se con tre anni di ritardo, dando ragione a quanto da noi sostenuto già nel 2023 (un Nido in Via Andromeda a due passi da Via Radioamatori, dove c'è l'attuale Nido Pesciolino Rosso, non ha ragione d'essere).
Bene l'idea di portare un servizio a nord del Paese dove oggi non esistono servizi, al momento non sappiamo dove (noi avevamo ipotizzato in Via Roma o in Via Gramsci, difficile immaginare aree alternative).
Meno bene l'aver modificato la convenzione con la motivazione che si vuole scegliere una localizzazione diversa (la realizzazione del nuovo Nido a scomputo Oneri era una certezza, il farsi monetizzare, non garantisce la realizzazione "in proprio" della struttura).
Meno bene, come premessa a qualsiasi ragionamento, che tutto questo sia venuto alla luce dalle pagine dei giornali, che fanno bene il loro lavoro e meno bene che siano state etichettate queste notizie come "fake" da parte dell'Amministrazione Comunale.
Meno bene che bisogna avere un profilo facebook per sapere tutto ciò che si decide perché a fronte degli articoli, la pagina facebook del Comune di Cassina de Pecchi ha specificato che è in corso "uno studio in fase avanzata per la realizzazione del Nido in altra zona del Paese" (a Nord, appunto).
Tutto questo non si discute su facebook, ma nei luoghi preposti, come le Commissioni o il Consiglio Comunale (che, lo ricordo, non viene convocato da Dicembre dello scorso anno).
La Democrazia e la trasparenza, a Cassina de Pecchi, sono un Optional da Social Network? Non va bene.
(In Foto le Osservazione del 2023 su Via Andromeda in cui si evidenziano le nostre proposte).



