domenica 8 novembre 2020

Nokia: torniamo a parlare del Pubblico, please!

Alcuni mi hanno chiesto un parere sulla questione "Cortilia" che, come annunciato dal Sindaco, sbarcherà a Cassina de Pecchi, portando l'attività (in larga parte logistica) dall'attuale sede di Siziano (PV) nel "Lotto 4" della ex Area Nokia. E' ancora presto per esprimere un parere completo, aspettiamo di vedere il progetto (non ancora pubblico) per un giudizio più ragionato e mi tocca invece, ancora una volta, commentare il brutto modo che l'attuale Amministrazione utilizza, ormai costantemente, per comunicare con i Cittadini, infarcendo anche le questioni più "normali" con tanto (troppo) livore, con tanta (troppa) propaganda spiccia, con poca (pochissima) concretezza. 

Intanto, una considerazione preliminare: contrariamente a quanto promesso (Pagina 2, Capitolo 1 del Programma Elettorale della Lista che Governa Cassina de Pecchi) e diversamente da quanto contestato ai precedenti (basta andarsi a rileggere i verbali di Commissioni e Consigli Comunali) anche Lega e vari, oggi in Amministrazione, portano un Progetto già sottoscritto dalle parti dopo e non prima, senza nessuna Assemblea Pubblica (ne avevano promesse ben due su Nokia), senza concedere la "Diretta Streaming" della Commissione in cui se ne è discusso, senza coinvolgere la Cittadinanza. 

Non dicono nulla (o se va bene, dicono pochissimo), sono abbastanza silenziosi sulle cose che contano (vedi Scuola e riapertura attività di cui vi ho parlato più volte) e poi quando parlano lo fanno in modo quasi sempre ideologico, quasi sempre finalizzato a strappare il titolo del giornale, sempre a cercare in modo spasmodico il consenso del momento. Lo fanno come se fossero in guerra perenne con tutti, soprattutto con chi li ha preceduti, anche se la Campagna Elettorale è finita ormai da quasi due anni. E cambiano idea alla velocità della luce: il no al "centro commerciale" in Nokia è diventato un Si dopo sole due settimane di insediamento e oggi, a un anno e mezzo, confermano una logistica in Nokia, come si paventava un anno e mezzo fa.

Cortilia a Cassina de Pecchi, una notizia positiva? Se la risposta, a carte ancora semi coperte, è tendenzialmente si, riescono gli attuali Amministratori, a fallire l'obiettivo, perché invece che fermarsi alla notizia positiva, vogliono lo scontro con qualche bugia costruita ad arte, come se i Cittadini fossero dei boccaloni e all'opposizione ci fossero persone che non conoscono o non hanno vissuto il recente "passato amministrativo" di Cassina de Pecchi. 

Su un area privata, venduta da un privato a un altro privato, l'Amministrazione presente o passata, non può progettare niente. 

L'Amministrazione del momento, una volta valutata la compatibilità del proponente con gli strumenti urbanistici adottati, può mediare per "strappare" il più possibile per i Cittadini. 

Su questo punto, purtroppo, siamo fermi ancora all'unico "ritorno" pubblico concreto visto fino ad ora, la rotonda su Via Roma all'incrocio con Via Don Verderio, realizzata dall'operatore sul finire della legislatura precedente. 

Su tutto il resto (ormai sono anche stufo a ripeterlo) vige silenzio tombale. 
  • nulla è stato detto sulla viabilità;
  • della Casa della Salute non si parla più (abbiamo chiesto un "tavolo congiunto" e lo ribadiremo al prossimo Consiglio Comunale); 
  • non si sa che fine farà la riqualificazione del Centro Paese; 
  • non si sa che fine farà la riqualificazione dell'angolo più brutt
    o di Cassina de Pecchi (ex Scuola di Via Roma);
  • non sappiamo se le trattative per portare in Paese la Guardia di Finanza sono ancora in atto, 

Non sappiamo, quindi, come si intende intervenire sui Servizi e sulle tantissime esigenze che potevano trovare risposta con una accurata gestione di una "partita" che i "nuovi inquilini" di Piazza De Gasperi si sono trovati pronta e servita.

Torniamo a parlare del Pubblico, please!!

giovedì 15 ottobre 2020

Si salvi chi può (in tutti i sensi)

Un merito alla nostra Amministrazione Comunale vorrei anche riconoscerlo. Ma è evidente che, di fronte al grosso punto di domanda ancora li fermo sulla "Casa della Salute", gli sforzi, in ambito "sanitario", in un periodo come quello che ci sta cascando ancora addosso, diventano poco significativi. 

Con Delibera numero 97 del Luglio scorso, la Giunta Comunale ha approvato avviso di selezione "per individuare uno o più laboratori con cui stipulare una Convenzione per effettuare test sierologici per le immunoglobine, specifiche per il Sars-cov-2, per la ricerca degli anticorpi (IGG) anti coronavirus, ed eventuali successivi tamponi a prezzi calmierati per i cittadini residenti a Cassina de Pecchi". 

L'esito della manifestazione di interesse è arrivato in questi giorni, il 13 Ottobre il nostro Comune ha firmato una Convezione per l’effettuazione di test sierologici e tamponi per il Covid-19 a prezzi calmierati con il "Centro Medico Pioltello SRL". I costi per i cassinesi, sono di 55 euro (al posto di 60 euro) per il test sierologico e di 65 euro (al posto di 74 euro) per il tampone. 

La notizia è stata data in questi giorni, con una "enfasi" forse un po più contenuta rispetto al solito: tutto sommato, a fronte di un immobilismo totale, quasi avversione da parte di Lega e partners all'intuizione della "Casa della Salute, la notizia potrebbe anche essere percepita come positiva per quei Cittadini che in via precauzionale, vogliono sottoporsi a un test per scongiurare l'infezione. Quel che manca, in questa comunicazione "con enfasi ma non troppo" (sarà che gli Amministratori dopo un anno e mezzo, hanno ancora da giustificare le mancate "comunicazioni importanti" nonostante abbiano a disposizione un esperto in comunicazione) sono punti importanti, che vorrei sottoporre alla vostra attenzione:


1. Intanto è opportuno sapere che per le "prestazioni" legate al Covid-19 sono esentati dal pagamento coloro che risultano "positivi" al test sierologico, come esentati dal pagamento sono tutti i pazienti colpiti da Covid sulle prestazioni (controlli e visite post-malattia): https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/esenzioni-covid-19?fbclid=IwAR0rLNZGzfud4QI4AO5hBDCzFkkKQvtPow3-EbCE9SuC8l5Esubb5tnCfwg
Bisogna dirlo, non è un dettaglio;
  
2. Per chi intende sfruttare la possibilità di fare nel laboratorio sotto casa il tampone, ricordiamo magari che secondo "Altrocunsumo" (che ha monitorato la situazione in 154 laboratori privati di 6 Regioni italiane) per il tampone non si spendono mai meno di 65 euro, con una media di 94 euro. Il prezzo medio dei test sierologici è di 48 euro ed è più basso se si tratta di un test rapido qualitativo;

3. E' legittimo, in un momento come quello attuale, che i Cittadini sentano la necessità di sottoporsi a test, ma dobbiamo ricordare che è sempre necessario consultare preventivamente il proprio medico di base il quale vi confermerà che TUTTI possono sottoporsi a test, ma NON tutti i test sono uguali, non tutti i test sono indicati per tutti i pazienti e ogni caso deve essere ben valutato per non incorrere in sprechi o inutili allarmismi. Mi sarei aspettato dalla nostra Amministrazione Pubblica (supportata da un esperto di comunicazione) una nota di questo tipo, non solo il "post ad effetto".

4. Dopo le premesse qui sopra, entrando nello specifico di Cassina de Pecchi, oltre alla forma, qualche considerazione sulla sostanza: mi sarei aspettato una unità di intenti con altri Comuni, in modo da allargare la Convenzione e riuscire ad ottenere con il laboratorio convenzionato costi ancora più vantaggiosi. Ci sono Comuni nel milanese che lo hanno fatto (cito solo i Comuni di Opera, Locate Triulzi, Basiglio, Pieve Emanuele e Rozzano convenzionati insieme con l'Humanitas con un costo di 24 euro..poi c'è anche chi da solo, vedi il Comune di Cusago, riesce a ottenere convenzioni a 35 euro, bravi). In ogni caso queste convenzioni sono davvero vantaggiose, con un risparmio che va oltre l'8% e il 12% della Convenzione "cassinese". Convenzioni, tra l'altro, partite a Luglio, a Giugno, in alcuni casi addirittura a Maggio 2020, non a Ottobre. 

Ma tralasciando "la critica (e la proposta)" di un semplice Cittadino quale io sono all'operato cassinese, parlandovi da "Utente-Lombardo" della nostra Sanità, mi rendo conto che questa dei tamponi e dei test sierologici "a pagamento" nel pieno di una crisi sanitaria devastante, sotto tanti punti di vista, è la sconfitta del Pubblico, forse per sempre. 

Se vuoi proteggere te stesso e i tuoi cari, paghi. Paghi il test, paghi la mascherina (a parte quella durata forse un giorno che ci hanno spedito via posta con gli auguri a Pasqua). 
Paghi, c'è poco da fare. E se va bene, il tuo Comune si convenziona con il privato, per farti pagare un po meno (tra l'8% e il 12%) e far lavorare il privato. Se va di lusso, e vivi in un Comune un tantino più preparato, il risparmio è ben al di sopra dell'8%, ma paghi ugualmente. Anche le Regioni ben più preparate della sconquassata Lombardia ti fanno pagare (vedi il Lazio, Regione apripista dove per un "tampone rapido" si spendono 22 euro) ma almeno li il lento e inesorabile smantellamento del Pubblico (a favore del privato) è un po più mascherato della spudoratezza con la quale la destra di Formigoni/Maroni/Fontana ha operato ininterrottamente da 25 anni a questa parte. 

Che vi posso dire? Si salvi chi può (in tutti i sensi). 

sabato 10 ottobre 2020

Il velo pietoso sulla Scuola cassinese non lo togliamo. Ancora per un po'.

Ancora, direte voi, parliamo di Scuola a Cassina de Pecchi??

Si, purtroppo. Fatevene e facciamociene una ragione, sulla Scuola, ahinoi, ci sono lacune incredibili. 

Ancora oggi, dopo tutto quanto detto e fatto (pardon, non fatto) nei mesi precedenti.

Parliamo di Scuola, soprattutto di Scuola ne parliamo quasi tutte le mattine, davanti ai cancelli della Primaria a passare un buon quarto d'ora della nostra mattina a parlare con Mamme, Papà, Nonni, incazzati neri. 

Da quasi un mese la Scuola è ricominciata, ma è ricominciata zoppa perché, lo dico per chi non dovesse saperlo, il tempo pieno, non è partito. 

Normale? No. È un problema? Certo che si. 

Non è una questione solo cassinese e non è nemmeno una responsabilità della nostra Amministrazione Comunale, sia chiaro. Ma se una Amministrazione Comunale, in quanto Istituzione locale, è impassibile di fronte a "un problema" reiterato, allora il problema diventa duplice. E preoccupante.

Perché se da una parte purtroppo subiamo le conseguenze dei ritardi nella pubblicazione delle graduatorie del Personale Docente e le mancate assegnazioni di cattedre nelle Scuole dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di primo e secondo grado, dall'altra la "voce comunale" dovrebbe farsi sentire.  
Di fatto i ritardi impediscono ancora oggi, a un mese dalla ripresa delle attività scolastiche, un regolare svolgimento dell'orario di lezione per i nostri studenti, una regolare programmazione della didattica, una regolare ripresa complessiva delle attività, con conseguenti disagi per gli studenti e per le Famiglie degli studenti. 

E chi, se non l'Ente Pubblico locale, la Politica, gli Organismi rappresentativi, dovrebbe far sentire tutto il disagio agli Organi competenti? E di fatti, 50 Comuni del milanese hanno indirizzato le proteste attraverso un Documento al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Milano, Marco Bussetti per denunciare l'insostenibilità della situazione, chiedendo tempi certi e scongiurando ulteriori rinvii. Numerosi Sindaci della nostra Zona (Cernusco Sul Naviglio, Gessate, Gorgonzola, Liscate, Masate, Pozzuolo Martesana, Pioltello, Segrate, Vimodrone) hanno firmato a nome delle loro Comunità la missiva. 

Numerosi, tanti Sindaci. Tanti, tranne Cassina de Pecchi, che quasi sempre, manca gli appuntamenti importanti.

Avanti così. Del resto il "velo pietoso" sulla Scuola cassinese lo abbiamo steso da tempo.

sabato 3 ottobre 2020

Teniamoci poca visione e un bel + sulle Tariffe: aumenta anche la TARI!

Non riesco a capire esattamente cosa spinga l'attuale Amministrazione Comunale a inciampare ripetutamente ad ogni ostacolo, invece che provare ad aggirarlo: impreparazione, leggerezza, presunzione forse. 

Ogni questione che gli si pone di fronte, da un anno e mezzo, ormai lo abbiamo capito, invece che affrontarla, l'Amministrazione comunale la prende in pieno andandoci a sbattere.  

Dopo il taglio pesantissimo di inizio mandato a capitoli strategici (mai più rimpolpati e mai soprattutto spiegati), dopo l'innalzamento dell'IRPEF a tutti in pieno Covid, dopo l'immobilismo cronico sulla ripartenza di Scuola e attività, dopo tutto questo, ancora, sulle tariffe locali riescono nell'impresa quasi impossibile di fare arrabbiare ancora una volta i Cassinesi. Già, perché alzano la TARI, come vi avevo detto (e non solo io) nel POST precedente: la alzano e mica poco, ma lo fanno con con il sorriso stampato in faccia. Senza battere ciglio, come se nulla fosse, come se fosse un fatto appurato, quasi normale. 

Alzano la TARI, smantellando il difficile percorso di abbassamento progressivo portato avanti nella legislatura precedente e poi si nascondono dietro "al metodo di calcolo".

In Consiglio Comunale votano compatti l'innalzamento della TARI, in un periodo in cui bisognerebbe fare esattamente il contrario, sostenendo Famiglie e Imprese e non riescono ad andare oltre a un generico "quelli di prima avevano a disposizione un avanzo che adesso non c'è piu'" e ventiquattro ore più tardi se ne escono con "la colpa è del metodo di calcolo". 

Riescono ad aumentare la TARI, inspiegabilmente. Il Piano Finanziario è il medesimo del 2019, non ci sono all'orizzonte prospettive di nuovi e migliori servizi sulla raccolta differenziata, le criticita' sono le stesse che gli attuali Amministratori da oppositori non mancavano di denunciare puntualmente. Tutto è invariato, però, dicono che loro con l'aumento corposo non c'entrano nulla. Un po' come sul buco di Bilancio, con la differenza che qui la colpa non potevano addossarla a "quelli di prima" (perché quelli di prima, come sa bene chi segue questo blog, la TARI l'abbassavano costantemente) ma semmai l'addossano alla calcolatrice. Il metodo di calcolo è cambiato, e guarda caso, invece che farcela abbassare la TARI, l'aumenta.

Ma la questione è fin troppo semplice da capire, anche se l'argomento è complesso: decidono tutto da soli, in Consiglio Comunale fanno fatica a sostenere le loro ragioni, poi se ne lavano le mani perché ARERA (Autorità di regolazione di Energia, Reti e Ambienti) con il suo calcolo determinerà gli aumenti e lo scrivono su un comunicato.

È bene che tutti lo sappiano, la possibilità di introdurre detrazioni per chi ha dovuto chiudere l'attivita' durante il lockdown, l'ha approvata proprio ARERA, tant'è che molti Comuni hanno colto questa possibilità con detrazioni parziali o totali per alleggerire la TARI ai propri Cittadini. Non solo: che il nuovo metodo di calcolo fosse potenzialmente "pericoloso" per le tasche delle Amministrazioni Pubbliche, lo si sapeva, da tempo. ANCI Lombardia con circolare 345 del 12/11/2019 annunciava che il nuovo metodo tariffario di ARERA poteva comportare dei costi aggiuntivi sulla TARI nel 2020 e già un anno fa, si parlava di possibile "stangata TARI". ANCI, che è l'Associazione nazionale dei Comuni, lo ha comunicato per tempo, a Novembre del 2019: poi è arrivato il 2020 che con sé si è portato la più grande crisi sanitaria e sociale degli ultimi tempi. Tutte, o quasi, le Istituzioni nazionali e locali si sono messe al tavolo per incentivare la ripartenza, per aiutare le fasce colpite, per ingranare l'economia e il lavoro. Tutte o quasi. 

Innalzare la TARI e addossare la colpa ad altri è il sistema perfetto per chi ha tanta, presunta o reale, dimestichezza con la comunicazione "ad effetto" ma poca, quasi nulla, affinità con le reali esigenze. 

Ci sono Comuni che abbassano la TARI con le detrazioni. Altri che la tengono invariata rispetto agli anni precedenti. Poi c'è Cassina de Pecchi che ci mette un bel segno + sia per le utenze domestiche (Famiglie) con un aumento che va dal 15% al 18% sia per le utenze non domestiche (attività commerciali e imprese) con un aumento intorno al 10% nonostante le detrazioni, anche da noi introdotte, che di fatto saranno assorbite. 


Poi c'è chi anche lavora per costruire l'obiettivo difficile del "produrre sempre meno rifiuti" obiettivo inseguito in tutta Europa attraverso la "tariffazione puntuale" per far pagare di più a chi produce più rifiuti. A noi, a Cassina de Paecchi e ai nostri Amministratori, manca anche questa prospettiva: in Consiglio Comunale non ho sentito una parola a riguardo. 

Tenetevi e teniamoci gli aumenti, tenetevi e teniamoci anche la mancata visione, che forse è quella che preoccupa di più.

lunedì 28 settembre 2020

Torniamo ad occuparci di Cassina de Pecchi

 
Dopo il voto referendario, a cui ho dedicato due POST su questo blog, torniamo a parlare di Cassina de Pecchi.  Oggi affronto tre temi, prima dei quali permettetemi però di ringraziare chi ha partecipato alla Campagna referendaria per il Si mettendoci testa e impegno. Innanzitutto ringrazio Silvia Cedri, Presidente del Comitato cittadino e Andrea Maggio, ringrazio il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle di Cassina de Pecchi e tutti quei Cittadini che si sono avvicinati spontaneamente e hanno permesso di raggiungere quel 69,20% (3889 voti) a favore del SI, in linea con il dato nazionale e il voto nei Comuni della zona. A tutti questi un grande grazie per la bella esperienza anche anomala se volete, ma segno che nelle differenze, si possono condividere obiettivi sopra gli interessi particolari, per il bene comune. Ora naturalmente, non bisogna fermarsi a questo voto, le Riforme devono proseguire, a partire dalla Legge Elettorale, che è già materia di dibattito (e che, probabilmente, sarebbe stata ferma ancora nei cassetti, senza il taglio dei Parlamentari). Ad ogni modo torniamo, come dicevo a inizio POST, sulle questioni locali, che seppur nel solito silenzio prolungato, seppur nell'immobilità di una Amministrazione Comunale sempre un pò troppo sonnolenta, esistono, sono sul tavolo e fanno discutere e meritano di essere affrontate anche in questo spazio. 


Infrastrutture grazie al "Recovery Found" in Martesana. E Cassina de Pecchi? 

Già a Luglio scorso, i Sindaci della Martesana, si dissero ottimisti sulle potenzialità per la nostra Zona grazie all'arrivo dei fondi del "Recovery found". Sui finanziamenti emanati dall'Europa per stimolare l'Economia dei Paesi membri, Città Metropolitana di Milano, attraverso ANCI, ha presentato al Governo 34 progetti dei Comuni, per un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro, di cui 2,5 sulla mobilità, i restanti per giovani e ambiente. Trasporto Pubblico, innanzitutto: prolungamento fino a Paullo della linea Gialla; prolungamento della linea Verde fino a Trezzano Rosa, progetto della M3 a Segrate. Ma anche Scuole, c'è un progetto per l'adeguamento, la messa in sicurezza e la digitalizzazione degli edifici scolastici; ce n'è uno per facilitare l'accesso al lavoro dei giovani, uno per il rilancio dell'Idroscalo e la navigabilità delle vie d'acqua. In tutto questo gran "movimento" mi piacerebbe sapere quale è stato e se c'è stato un "ruolo" del nostro Comune, se il nostro Comune in qualche modo beneficerà direttamente del finanziamento, anche perché Arianna Censi, Vicesindaco di Città Metropolitana di Milano, per i 34 progetti, ha ringraziato innanzitutto il lavoro dei Sindaci. Cassina ha detto la sua? E soprattutto, Cassina riceverà qualcosa? 


"Puliamo il Mondo 2020" noi assenti


 Non risulta aver aderito il nostro Comune, nonostante il 25, 26 e 27 Settembre si sia svolta la ventottesima edizione nazionale dell'iniziativa promossa da Legambiente e supportata da volontari, Cittadini grandi e piccoli e che, negli anni passati, anche a Cassina, ha sempre riscontrato una grande partecipazione con il coinvolgimento delle Scuole e delle Associazioni locali. Vimodrone, Inzago, Cassano d'Adda, alcuni dei Comuni aderenti, in totale sicurezza, Cassina no. Ho chiesto delucidazioni, chiederemo delucidazioni, anche perché se lo "spirito" ambientale dell'Amministrazione Comunale si limita a piantare quà e là qualche fiorellino (come avvenuto a Sant'Agata o in Via Papa Giovanni XXIII) non andiamo molto lontano. Sia chiaro, i fiorellini in centro sono belli e sono senz'altro più belli di "quell'ammasso anomalo" (ricettacolo di immondizia e che disturbava il traffico veicolare) che c'era prima sotto le piante, ma la coscienza collettiva a favore dell'ambiente è un processo lungo, da costruire e non lo si fa con il semplice fiorellino colorato.


Sulla "matassa Scuola"
 

Sulla Scuola, abbiamo detto tutto quello che c'era da dire. Tutto è stato detto, tutto è stato fatto. Le risposte non sono arrivate, la Scuola intanto è ricominciata. Siamo in attesa di sapere se la richiesta unanime delle minoranze (Consiglio Comunale "aperto") verrà accolta. Siamo in attesa di sapere che investimenti sono stati fatti e soprattutto se gli investimenti sono stati fatti o se si faranno. Non mi dilungo, perché ho rendicontato su questo blog e non solo, tutto quello che c'era da rendicontare. Ma la "matassa Scuola" non si sbroglia facilmente. Perché al fianco delle due azioni parallele (politica da una parte e più "sociale" dall'altra, quella cioè dei genitori) la Scuola cassinese continua a scrivere nuovi (e inaspettati) capitoli, di cui si sa ben poco. A metà settimana un comunicato congiunto, di genitori e Amministrazione, da cui emerge un sostanziale "pace fatta" poi le dimissione di tre membri del Consiglio di Istituto. Un mix di continua "non comunicazione" istituzionale e vicende tutte interne agli organismi scolastici che non fanno intravedere un percorso chiaro, a due settimane dall'inizio delle attività. A noi non ci resta che continuare a incrociare le dita, continuare a insistere per rendere pubbliche le decisioni e a "invidiare" i Comuni vicini. Ah dimenticavo, nel frattempo è apparsa "l'opera" per contenere i "pericoli" del nuovo ingresso della primaria su Viale Trieste. Anche questa soluzione, che qualche perplessità la lascia, scoperta per puro caso, la testeremo questa settimana.

Concludo ricordando l'appuntamento con il Consiglio Comunale di questa sera (ore 19.00) dove è prevista, tra le altre cose, la definizione delle Tariffe TARI: in Commissione Bilancio sono stati annunciati ennesimi "segni +" per i Cassinesi, un altro "aumento" (tra il 10% e il 15% a Famiglie e Imprese) nonostante negli anni passati, nella legislatura precedente, si è riusciti costantemente a diminuirla la TARI. 

Che dire: se l'attuale Amministrazione Comunale vuole essere ricordata per il silenzio più o meno totale e la voce solo per alzare Tasse e Tariffe, è sulla strada buona.

Staremo a vedere, vi tengo aggiornati.


mercoledì 16 settembre 2020

Ovviamente Voto SI, parte seconda. W Costacurta e i no sinceri.

Quest'oggi vi propongo un secondo POST sul tema "taglio dei Parlamentari" che i Cittadini italiani saranno chiamati a confermare tra qualche giorno attraverso Referendum (20 e 21 Settembre).  Lo faccio non perchè ho qualche dubbio sull'esito del voto, ma perchè, da qualche settimana, le stanno provando tutte pur di colmare l'incolmabile. Le stanno provando tutte per convincerci a dire no all'occasione più unica che rara di ridurre la platea di Parlamentari che solo l'Italia ha così in alto numero. E lo stanno facendo, alcune volte, poche, con argomenti anche validi, altre volte, la maggior parte, in modo più che subdolo. Le stanno provando tutte, facendo leva sui sentimenti più disparati. Tentativi alquanto banali e poveri di contenuti, talmente banali che fanno quasi tenerezza. Cercano di infondere paure e resistenza a un fatto (quello di ridurre i costi e soprattutto il circolo vizioso di potere che si perpetua ahinoi, nel Parlamento italiano) che oramai è più che assodato. I tempi sono maturi e il voto ci darà ragione: è arrivato il tempo di equipararci a tutti gli altri Paesi, è arrivato il tempo di dare un bel segnale di equità, è arrivato il tempo per dire che un Parlamento poco efficiente e poco produttivo non piace a nessuno. Oggi, a differenza del primo POST ("Ovviamente al Referendum dico SI" http://andreaparma.blogspot.com/2020/09/ovviamente-al-referendum-dico-si-parte.html) in cui vi ho elencato le principali ragioni del Si, vi parlo dei no. Vi parlo di "alcuni no" e della gara contro il tempo intentata dai campioni della reazione che si scagliano con tutta forza contro qualsiasi principio che sa di innovazione, vi parlo dei dinosauri della politica usciti allo scoperto in modo meschino (votano Si 4 volte in Parlamento e poi chiedono a noi di votare no, pazzesco), vi parlo dei professionisti-della-politica che vivono di Politica da sempre disertando sistematicamente il Parlamento, nonostante ci stiano in Parlamento dagli anni '70 e invitano a votare no.  Questi, circondati da una schiera di giornali, di TV, di Partiti (che nel frattempo sembra stiano cambiando idea nonostante il "SI unanime e devastante" ripetuto per 4 volte in Parlamento), di Partitini dello 0,qualcosa per cento, di Associazioni, strabordano in ogni dove, nel maldestro tentativo di seminare paure e disegnare scenari apocalittici: vorrei essere moderato, con questi ultimi, ma davvero non ci riesco. Vi raccontano favolette, con la differenza che non siete più bambini e il lupo nero non vi spaventa più. Già da un pò. Il no che va per la maggiore è quello in nome della "difesa della Costituzione". Questo, lo chiamo, il "no a prescindere". Le Costituzioni non sono "intoccabili" almeno non lo sono nella parte in cui si esplicita la conformazione dello Stato e dei suoi organismi rappresentativi. Ci sono decine, centinaia, di esempi al mondo di Paesi coraggiosi e lungimiranti, che hanno avuto la forza di cambiare le loro Costituzioni. Tutti o quasi i Paesi europei, stanno studiando una riduzione della loro forma di rappresentanza. Lo sta facendo la Francia, lo sta pensando la Germania: non mi pare che in quei Paesi si siano alzati scudi contro "i barbari invasori nemici della Democrazia". Eppure, in Italia, in queste settimane, proliferano prese di posizione e appelli per "difendere la Costituzione" dal taglio di 345 parlamentari in nome di non meglio specificate "derive autoritarie" che non esistono. Ridurre i Parlamentari è una questione di funzionalità, anche perchè, la riduzione lo è già nei fatti: basta pensare che 1/3 dei "nostri" rappresentanti in Parlamento non ci va. Tra l'altro il tranello, il no patacca, è falso: i Padri Costituenti, nel 1948, avevano stabilito un numero di rappresentanti variabile in base alla popolazione (1 ogni 80000). Quella Costituzione che alcuni vi dicono di voler difendere, nel frattempo, è cambiata radicalmente. Infatti, il numero attuale e fisso dei Parlamentari è stato definito da una Riforma del 1963, pensate un pò, allora c'era un certo Fanfani, che ha cambiato quella del 1948. Da allora, in oltre, sono nate le Regioni (e l'ulteriore schiera di altri 1000 rappresentanti eletti direttamente), è nato il Parlamento Europeo (e l'ulteriore schiera di 76 parlamentari europei italiani), sono nate le Città Metropolitane (e l'ulteriore schiera di 266 consiglieri metropolitani) tre ulteriori livelli di "rappresentanza" che prima non c'erano. Andare a "sforbiciare" parte del numero dei Parlamentari non significa "attaccare" la Costituzione nata dalla Lotta di Liberazione, assolutamente. E, non a caso, l'altro no patacca è quello della "rappresentanza" che verrebbe minato dal SI al Referendum. Falso anche questo.  Domanda:  i 600 parlamentari italiani che avremmo con il Si di Domenica e Lunedì prossimi, ci mettono allo stesso livello del Congresso degli USA con 545, della Camera dei Comuni della Gran Bretagna con 650, dell’Assemblea nazionale della Francia con 577 membri, del Bundestag della Germania (che però ha 20 milioni di abitanti più dell’Italia) con 709. Vi sembrano, USA, Francia, Germania, Gran Bretagna Paesi che non rappresentano i loro Cittadini? No, assolutamente. Poi, ci sono i no sinceri. Che vengono dal cuore. Quelli sono davvero pochi, purtroppo. Il più sincero di tutti è quello di Costacurta. Si proprio lui, l'ex Campione di Calcio (che a differenza dei Politici-di-Professione dice le cose senza prendere in giro nessuno). Lui dice che vota no perchè non vuole veder trionfare DiMaio e Toninelli. Un motivo certamente più valido di quelli che a noi sostenitori del SI "senza se e senza ma", nell'ordine, ci hanno definito "fascisti, imbroglioni, infettati dal virus populista". Bravo Costacurta. Mi spiace per te, anche perchè a San Siro e in giro per gli stadi d'Italia, sono venuto a vederti: vincerà il Si e a trionfare sarà un po di giustizia sociale. Buon Voto a Tutti.  PS Ci vediamo, per chi lo vorrà, Venerdì 18/09 mattina al Mercato di Cassina de Pecchi, con il SI DAY per chiudere la Campagna Elettorale del SI
e per scambiare quattro chiacchiere. Amici, vi aspetto!

sabato 5 settembre 2020

Ovviamente al Referendum dico SI. Parte prima.

Bastano pochi e semplici concetti per condividere con voi lettori del blog le buone ragioni del SI al referendum confermativo al taglio dei parlamentari, del 20 e 21 Settembre prossimi. 

Pochi, semplici e chiarissimi:

1, VOTARE SI AL REFERENDUM significa approvare il testo votato quattro volte dal Parlamento che prevede la riduzione di 230 Deputati (dagli attuali 630 a 400) e di 115 Senatori (dagli attuali 315 a 200). Il SI porta l'Italia ai livelli delle grandi democrazie europee e mondiali, dove il rapporto tra elettori e direttamente eletti è ovunque più basso che da noi. Il nostro è infatti il Paese con il maggior numero di eletti direttamente, in base alla popolazione (1,6 eletti ogni 100 mila abitanti). Con il SI al Referendum, saremo sempre primi, ma insieme al Regno Unito con 1 eletto ogni 100 mila abitanti (seguono Francia e Germania con 0,9 eletti ogni 10000 e Spagna 0,8). 
Una questione, innanzitutto, di equità.


2, VOTARE SI AL REFERENDUM significa migliorare l'efficienza del Parlamento, significa renderlo più produttivo, significa ridare centralità all'attività legislativa degli eletti, che oggi è pressochè svilita, a causa della lentezza della "macchina" e lo vediamo tutti i giorni. Meno Parlamentari significa meno Commissioni o comunque meno membri nelle Commissioni, il "luogo" in cui giacciono oggi 2550 Disegni di Legge!! altre 621 proposte nelle Commissioni non ci sono nemmeno mai arrivate e degli oltre 4000 Disegni di Legge approdati in Commissione, solo 108 hanno completato il proprio iter (fonte "OpenParlamento"). Il SI ridarà slancio all'attività percui noi Cittadini, con il voto, abbiamo delegato altri Cittadini a rappresentarci nelle Istituzioni. 
Una questione, innanzitutto, di funzionamento.


3, VOTARE SI AL REFERENDUM significa costringere i Partiti a scegliere con più accuratezza i candidati, in base alle conoscenze, alle professionalità, alle capacità. Il SI stimola e favorisce le competenze: i Partiti saranno costretti a scegliere candidati seri e che come prima cosa in Parlamento ci vanno, essendo minore del 36% il loro numero, dopo il Si. 
Una questione, innanzitutto, di correttezza e rispetto degli italiani.


4, VOTARE SI AL REFERENDUM significa maggiore possibilità di controllo da parte dei Cittadini sull'attività dell'eletto: meno Parlamentari, più qualificati, più "controllabili" nel loro ruolo rappresentativo. 
Una questione, innanzitutto, di conoscenza dell'operato dei nostri parlamentari.


5, VOTARE SI AL REFERENDUM, significa restringere la possibilità dei piccoli partiti di condizionare o addirittura di ricattare i grandi Partiti. 
Un problema reale, che ogni maggioranza, ha e ha avuto. 

Questi sono solo alcuni aspetti, poi ci sono altre ragioni, come ad esempio il risparmio, che seppur contenuto, rispetto a quello che si potrebbe fare (ad esempio, abbassando gli emolumenti degli eletti) è uno dei motivi per il SI. Ma, è bene saperlo, quel risparmio, non è poca cosa, nonostante alcuni si abbracciano per dire il contrario. A regime e nell'arco di una legislatura, parliamo di 500.000 euro risparmiati, cifra che con i costi indiretti potrebbe anche aumentare. 500.00 euro, quanto ad esempio, è costato abbattere per sempre e per tutti gli italiani dal 1 Settembre, il Superticket sanitario.

È vero, la Riforma nasce da una battaglia portata avanti innanzitutto dal 5 Stelle, nasce da un sentimento populista non identificabile solo con il 5 stelle, vero. Io credo però, che sia giusto cogliere questa battaglia, per non farci scappare le opportunità sopra descritte e per non lasciare in mano ai populisti, quelli veri e pericolosi, un argomento sentito dagli italiani.
Per oggi mi fermo quà. Nei prossimi giorni vi disturberò ancora per affrontare altri aspetti, che rendono ancora più valide le ragioni del Si. 

Per informazione, vi dico che anche a Cassina de Pecchi abbiamo fondato sopra i Partiti e prima dei Partiti, un "Comitato per il Si" locale, cassinese, in cui si riconoscono persone che non fanno politica attiva e che la fanno, sopra le parti, solo a favore dell'unica parte che intendiamo rappresentare: quella dei Cittadini.

A questo link trovate la pagina del "Comitato Cassina per il SI": https://m.facebook.com/Comitato-Cassina-per-il-SI-106456607847804/?ref=bookmarks

Vi terrò informati anche sulle iniziative pubbliche che faremo prima del voto.