martedì 17 ottobre 2017

Una Buona notizia a inizio settimana


Ieri mattina, dopo essere stato avvisato da un residente della frazione di Sant'Agata Martesana, ho verificato di persona una bella e si spera duratura notizia: lo sportello bancomat della Filiale della BCC di Milano (ex BCC di Carugate) rimarrà operativo nonostante la chiusura della Filiale. Ne parlò la "Gazzetta della Martesana"ve ne parlai io  il 7 Ottobre scorso. 

Ieri ho appreso del cartello esposto dalla Banca in duplice copia. Qualcuno sui Social afferma che il servizio bancomat rimarrà attivo solo per pochi mesi, noi (e tutti i santagatesi) ci auguriamo invece che la scelta sia definitiva e chissà, una scelta stimolata anche e forse sia dalla mobilitazione dei residenti (che avevano annunciato una Petizione scritta) sia dall'incontro immediato che la nostra Amministrazione Comunale ha chiesto (e ottenuto) all'Istituto di Credito. 

Le buone notizie ti mettono sempre di buon umore. Soprattutto a inizio settimana.

lunedì 16 ottobre 2017

Ora, serve fare i ciclisti

Il 1 Ottobre fui contattato da un cittadino di Via Gramsci che mi informava della presenza di tre biciclette gialle (bike sharing) abbandonate al Parco sotto casa. Il Martedi seguente, mentre eravamo impegnati con gli operai a sistemare l'area verde in Centro, abbiamo approfittato per ritirare le biciclette abbandonate. Subito dopo è stata cura della Polizia Locale contattare Milano per il recupero. Ad una più approfondita analisi abbiamo scoperto che le biciclette fanno parte del circuito "Ofo" l'operatore "bike sharing libero" adottato dal Comune di Milano e da quello di Firenze che è approdato nel Capoluogo lombardo per mettersi in concorrenza con gli altri operatori già presenti e che si caratterizza per la flotta di biciclette in condivisione "free floating" (ovvero "prendi e lascia dove vuoi"). 

Da questa vicenda l'idea, stimolata anche dal fatto che in questi giorni abbiamo visto per Cassina (e non solo) alcuni utilizzare queste biciclette: perché non provare a diventare un punto Ofo magari in collaborazione con altri Comuni della zona? Potrebbe essere questo un modo per invogliare all'utilizzo di un mezzo ecologico e salutare, la bicicletta, sopratutto adesso quando riusciremo con la realizzazione degli ultimi 4 lotti del POR a chiudere la rete delle ciclabili cittadine. Questo a prescindere dal fatto se le piste piacciono oppure no. Le abbiamo fatte le ciclabili? Ora tocca fare i ciclisti. Ogni idea in questo senso è ben accetta.

mercoledì 11 ottobre 2017

A Cassina finalmente si parla del Referendum fantasma


Esattamente al contrario di quanto vorrebbe fare Maroni (ovvero oscurare i contenuti del "Referendum per l'Autonomia" su cui a breve i lombardi saranno chiamati ad esprimersi) a Cassina de Pecchi nel giro di 3 giorni ci saranno 2 iniziative pubbliche di dibattito e confronto. Una la organizza l'Associazione giovanile "Fuori la Voce" il 17 Ottobre alle 21 in Aula Consiliare, l'altra il Partito Democratico il 19 Ottobre alle 21 presso la "Cooperativa La Speranza". 

Che Maroni non abbia nessun interesse a parlare dei contenuti del Referendum non lo dico io, ma lo ha detto Maroni stesso. Il 16 Agosto 2017 in una intervista rilasciata al quotidiano "Libero", rispondendo a una domanda sullo stile che i sostenitori del Sì vorranno adottare per la Campagna Elettorale, il Presidente di Regione Lombardia si lascia scappare un "comunicazione semplice, 22 ottobre e Autonomia". E il che è abbastanza scontato: spiegare il Referendum significherebbe smascherarne l'inutilità pratica, meglio allora parlare per slogan. E, da quel 16 Agosto, in effetti, da quando Maroni in modo un po goffo e se vogliamo molto ingenuo ci ha rivelato la sua poca dimestichezza con la Democrazia e con il diritto di informazione, sono passati 2 mesi in cui la Campagna del Sì è stata molto piatta e tutta "manifesti cattura attenzione" che imperano nei quartieri delle nostre Città. Poco si sa è poco si saprà fino alla data del voto, volutamente. 

Tornerò a brevissimo a parlare di Referendum e soprattutto di contenuti, perché a me (e agli elettori lombardi) le cose segrete non piacciono per niente. Votare a scatola chiusa sulla fiducia non è nelle nostre corde (anche perché dare fiducia a occhi chiusi a chi da 23 anni governa la nostra Regione senza averla fatta l'autonomia, non mi sembra affatto la scelta migliore). 

Intanto un bel grazie a Fuori la Voce e al Partito Democratico, che anche in questa occasione, si distinguono per fare una cosa utile per i cittadini - elettori. Fossi in voi un salto a uno o a entrambi gli appuntamenti lo farei.

Bravi e avanti cosi: chi vuole informare fa sempre la cosa  giusta.

martedì 10 ottobre 2017

Ho deciso da che parte stare

Mai avrei pensato che una mia dichiarazione di poche righe su un argomento che tutto sommato riguarda il quotidiano vivere a Cassina de Pecchi, l'accattonaggio, avrebbe suscitato così tanto interesse. Se siete sui social, se vi capita di leggere i giornali locali e se vivete anche in minima parte i fatti che ci riguardano da vicino, avrete notato che più d'uno, sopratutto chi politicamente ha "poco a che fare" con me, ha commentato positivamente quanto da me affermato, sostenendomi, incitandomi, addirittura applaudendo. Ancora oggi, a più di 10 giorni di distanza, ricevo messaggi di approvazione da parte di chi nemmeno mi sarei immaginato, che chiedono in sostanza di andare avanti sulla strada del "fare qualcosa". 

Contrariamente a quanto starete pensando, la cosa non mi piace per nulla. Perché quanto da me sostenuto, nella sua semplicità, è la denuncia di una situazione che a Cassina de Pecchi e nel resto d'Italia non va, non funziona. Sapere di "avere ragione" perché dico che è insostenibile ospitare un gruppo di sfruttati che elemosinano fuori dal supermercato non mi rende felice. Se devo dirla tutta la cosa mi fa incazzare ancora di più. Arrendersi all'idea di non essere in grado di fermare un'ingiustizia che si protrae nel tempo sotto casa nostra è davvero avvilente. 

Mi fa sentire impotente, come uomo, come padre, come Amministratore Pubblico. 

Lo dico oggi, 10 Ottobre 2017, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di un Eroe d'altri tempi, quel Ernesto "Che" Guevara che voleva combattere ogni ingiustizia perché "una sola ingiustizia compiuta in un luogo del mondo è un'ingiustizia compiuta in tutto il Mondo". E oggi noi a Cassina de  Pecchi viviamo una ingiustizia. Un'ingiustizia che è un sopruso e una limitazione della Libertà, come quella che il Che combatteva. Un'ingiustizia che si manifesta attraverso questi disperati, lasciati alle porte dell'Unes o sotto i portici in Centro a raccattare soldi per qualche criminale che non si preoccupa di sfruttare uomini, donne (anche gravide), minori. Restare a guardare non fa per me: se mi fossi accontentato di avere ribrezzo per queste persone, di ignorarle, di lamentarmene al bar o su Facebook non mi sarei mai candidato al Consiglio Comunale.

Vi chiedo di credermi, nonostante l'idea di fondo che ognuno di noi ha sulla politica e sui "politici", anche quelli che stanno a Cassina de Pecchi. Ho messo sul tavolo il tema accattonaggio e non mi arrenderò fino a quando questa ingiustizia non sarà interrotta. Prendere queste persone e accompagnarle alle porte del Paese: questo è quel che il Daspo ci permette di fare. Perchè si governa per il bene di tutti. E il bene di tutti passa anche (forse soprattutto) da luoghi sicuri, puliti e piacevoli. 

Se la scelta e' tra la sicurezza dei nostri cittadini e la compassione per questa gente, non ho dubbi da che parte stare.

sabato 7 ottobre 2017

SOS Sant'Agata


Apprendo oggi dalle pagine della Gazzetta della Martesana, di una imminente chiusura della filiale BCC di Carugate sita in piazzetta delle Rogge nella frazione di Sant'Agata Martesana. 

Un risveglio amaro, insomma: la Banca anche se Istituto privato è agli effetti un Servizio per la Comunità santagatese. Tra l'altro uno dei pochi Servizi rimasti sul territorio e la sua chiusura determinerà inevitabilmente una ulteriore penalizzazione per i residenti, sopratutto quelli anziani, che anche per una semplice operazione come il prelievo dallo sportello del Bancomat, saranno costretti a spostarsi in Paese. 
La notizia, circolata a Sant'Agata già dai giorni scorsi, ha creato non poca preoccupazione e il che è comprensibile. Un territorio, quello della frazione, che seppur ha registrato negli ultimi anni un significativo incremento demografico, soffre e non poco della mancanza di Servizi Pubblici (come una Scuola o un mezzo di trasporto, tanto per fare un paio di esempi e non a caso la nostra Amministrazione Comunale ha implementato il servizio di trasporto da e per i cimiteri, il mercato e alcune zone del Paese, per venire in contro alle esigenze). 

Chiudere una Banca a Sant'Agata equivale a chiudere un negozio, come già abbiamo visto in più di una occasione. Se non fosse per il tabacchi, l'alimentare, i pochi locali di ristorazione, l'Oratorio e il Parco Giochi la frazione sarebbe un luogo abitato ma allo stesso tempo un deserto di "opportunità". 

Le reazioni tra gli abitanti, racconta la Gazzetta, al momento sono concentrate su una petizione da presentare sia alla BCC che al Sindaco. E quest'ultimo aspetto mi fa dire che anche la politica locale può - forse, deve - metterci del suo, magari in modo trasversale, ed è quello che come maggioranza consiliare ad esempio discuteremo in settimana, intervenendo per come e quanto possibile. Consapevoli che sarà difficile invertire una scelta "strategica" che si basa sulla cessazione dei presupposti che l'operatore bancario scelse per aprire una sua filiale nella frazione. 
Con questo "dato di fatto" dobbiamo farci i conti, ma intervenire, anche attraverso gli strumenti della politica, è un nostro dovere approfittando della situazione negativa per ripensare al contesto sociale nel quale sta cadendo inesorabilmente Sant'Agata che non è certo tra i più floridi. 

venerdì 6 ottobre 2017

Prima la sicurezza dei nostri bambini

Essere preoccupati, avere paura, sopratutto quando di mezzo ci sono i figli, è normale. Quando ci sono di mezzo i figli non si guarda in faccia a niente e nessuno. Nemmeno di fronte a una comune infezione della pelle come la "scabbia". 

Nel giro di 24 ore la paura per una comune infezione della pelle, verificatasi alla Materna di Via Gramsci, ha fatto e sta facendo discutere mezzo Paese.

Comprensibile e condivisibile, non c'è dubbio. Comprensibile avere paura per una diffusione dell'infezione, perché i nostri figli, anche se frequentano Scuole diverse, si conoscono, giocano insieme, fanno i compiti insieme, si ritrovano, dentro e fuori le Scuole, le strutture sportive, l'Oratorio e così via. Essere preoccupati è normale come normale deve essere la consapevolezza che le Istituzioni ci sono, fanno il loro dovere, si adoperano in casi come questi.



I fatti

La mattina di Giovedi 5 Ottobre sono stato contattato dal Consigliere Comunale Andrea Maggio che mi chiedeva informazioni su un caso di "scabbia" avvenuto nelle nostre Scuole. Maggio mi ha anche parlato di un volantinaggio avvenuto davanti al plesso di Viale Trieste e mi ha mostrato una lettera di ATS (ex Asl) che informava appunto del caso. Il tutto mi è sembrato molto strano fin dal principio, non capivo il perché del volantinaggio e soprattutto se il Comune fosse informato del fatto. 

Abbiamo tutte le verifiche del caso e un pezzo alla volta abbiamo rimesso insieme la vicenda.

Intanto il Comune e in particolar modo l'Area "Servizi alla Persona" era (fino a ieri mattina) all'oscuro dell'avvenimento. Il che può sembrare anomalo ma in realtà non lo è. Abbiamo contattato il Dirigente Medico Dott.sa Formenti (firmataria della missiva per conto del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria) che con molta delicatezza ci ha spiegato come l'ATS una volta appurato il "caso" di scabbia (prima volta tra l'altro in una Scuola di Cassina de Pecchi) abbia nell'immediato applicato il Protocollo che non prevede il coinvolgimento del Comune ma piuttosto l'avviso dell'Istituto Comprensivo attraverso il Dirigente Scolastico e la consegna di una lettera (quella che Maggio mi ha fatto visionare) alle famiglie della Scuola di Via Gramsci. Questo è quel che è avvenuto nella giornata di ieri: una volta che ATS ha appurato il caso, ha avvisato i genitori e il Dirigente Scolastico.



Le opinioni

Le opinioni sono quelle del Consigliere Maggio, quelle lette su alcuni social, quelle che arriveranno prossimamente. Ringrazio Maggio per la telefonata ma non commento ciò che ha detto, ci penserà qualcuno a rispondere visto che lo stesso ha presentato una Interrogazione.



Quanto abbiamo fatto

Dopo i fatti e le opinioni, arrivano le azioni intraprese. Perché prima viene l'interesse generale e poi quello di parte. Prima viene il bene comune, poi tutto il resto.

Il punto fin dal principio è stato  da subito quello di garantire ed essere rassicurati sulla sicurezza sanitaria nelle strutture pubbliche che frequentano i nostri figli. E questo è stato il nostro impegno di ieri mattina, fare tutte le verifiche del caso, ovvero sapere come ATS si è mossa nella consapevolezza che ognuno svolge al meglio il compito che gli è affidato.



Considerazioni finali

In questo caso o in altri simili serve sangue freddo e una bella dose di serenità. Bisogna essere consapevoli che le nostre Scuole non sono luoghi in balia del proprio destino o che non vi è controllo o peggio che non si reagisce a eventi come quelli che vi ho raccontato. Ma bisogna anche avere, come Istituzione, le informazioni su quel che avviene nelle strutture pubbliche, sopratutto quando queste sono frequentate da minori. 
Perché il Comune è il primo punto di riferimento del cittadino e per esserlo fino in fondo deve sapere ciò che avviene. Lo abbiamo rimproverato a ex Asl, lo chiederemo alla Scuola.

Per chi comunque volesse saperne di più, vi riporto dal sito del Ministero della Salute, la definizione esatta di "scabbia" (molto utile, anche a chi ha pensato o pensa tutt'ora di avere a che fare con un virus letale per l'uomo): http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=210&area=Malattie_infettive

giovedì 5 ottobre 2017

"Sembra di essere a una Fiera"


Venerdì 29 Settembre ha esordito il nuovo Mercato di Piazza Decorati al Valore Civile. 

Ve ne ho parlato in più occasioni, anticipandovi sia il Progetto che le finalità di questa opera. Oggi, a pochi giorni dalla "prima" di un'opera da noi ritenuta strategica, qualche considerazione.

Intanto il nuovo Mercato è nuovo in tutto e per tutto: nuova l'area antistante la MM2 (asfaltata il weekend precede), nuova la disposizione delle bancarelle, nuovo l'impatto visivo e nuovo è anche il modo di viverlo il Mercato del Venerdì. Ed è per tutti questi motivi, che non potevo certo mancare all'appuntamento, il primo, che ha esordito tra la soddisfazione di molti, la curiosità di altri, i commenti e gli apprezzamenti che tra i frequentatori non sono certo mancati. La nota che accomuna tutti coloro che ho ascoltato Venerdì mattina tra le bancarelle è quella che adesso il Mercato da un'idea di ordine e omogeneità nell'offerta commerciale. E nei fatti è proprio cosi: prima della riqualificazione, prima di Venerdì scorso, il Mercato oltre a non essere a norma con le nuove disposizioni di Regione Lombardia, dava una sensazione di disordine facendo emergere una immagine di casualità tra le bancarelle.

Venerdì abbiamo assistito a l'esatto opposto. A cominciare dalla disposizione per settore merceologico e per la risoluzione delle due maggiori criticità che ci si porta dietro da sempre e che nessuno aveva mai affrontato: le bancarelle a ridosso dell'ingresso della Metropolitana e quelle poste lato est sopra la Pista Ciclabile di Via Kennedy (e quest'ultima soluzione permette ai residenti del condominio di uscire e entrare facilmente dal loro box auto, cosa impossibile prima dello spostamento, che ha fatto penare molto gli stessi residenti). 
L'ordine e la gradevolezza visiva del nuovo Mercato si evince anche dalla disposizione lungo Via Papa Giovanni XXIII di una parte delle bancarelle, "sembra quasi di essere a una fiera" diceva una signora al mio passaggio. Nessun intoppo viabilistico, perchè la comunicazione è stata fatta con largo anticipo e cosa importante la soluzione in pochi giorni di un problema riscontrato Venerdì 29, con la realizzazione di una griglia che incanalerà l'acqua utilizzata dalle bancarelle alimentari senza la quale la stessa finiva sull'attraversamento pedonale e sotto i portici. Ambulanti contenti che mentre scrivo (oggi Venerdì 6 Ottobre) sottolineano un aumento della frequenza e delle presenze. 

Insomma, non c'è che dire: buona la prima del Mercato. E scommetto che saranno buone anche tutte le altre.